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Strategie di investimento: attenzione ai costi!

Quanto incidono i costi sulle strategie di investimento?

venerdì, 26 aprile, 2013 , ore 18:49 - 6 Commenti

Cari lettori, causa piccola operazione sarò a casa per qualche tempo e ne trovo un po’ per aggiornare il blog. Negli ultimi mesi ho mostrato un po’ di strategie possibili per investire nei mercati, ad esempio: approccio lazy, applicare la risk parity e il volatility targeting, oppure asset allocation come il Permanent Portfolio o l’All Weather e infine particolare attenzione l’ho riposta nel “momentum investing”.


Tuttavia molte di queste strategie hanno dei costi maggiori di un semplice equal weight e/o lazy portfolios (i.e. tasse, slippage, costi di commissione a cui eventualmente vanno sommati costi “fissi” come il bollo e via così) e possono renderle meno appetibili. Quanto incidono? Quantificarli in backtest (e senza dati tick-by-tick), diventa un po’ difficile e purtroppo per nessuna strategia esiste miglior banco di prova del mercato reale, ma provare a fare due conti non fa mai male.


Ho deciso di scegliere una strategia piuttosto solida, estremamente simile a quella vista in questo post (ovvero un’applicazione del momentum), che potete trovare nella versione originale qui, grazie ai soliti Butler, Philbrick e Gordillo. Tuttavia non è scopo di questo breve post discutere la bontà o meno di questa o quella strategia.

In ogni caso la strategie sostanzialmente compra le migliori 5 asset class in base al momentum e ri-bilancia il portafoglio ogni 30 giorni di calendario (nella versione “Target-Vol” i pesi sono scelti in base al volatility targeting visto verso la fine di questo post, altrimenti è tutto ribilanciato per avere un equal-weight ad inizio periodo), ma quanto incidono i costi? Qui sotto vedete una simulazione con ETF in cui sono inclusi i TER annui degli ETF utilizzati, costi di commissione di 0.1 cent per ogni quota di ETF scambiata (non lontano da molte commissioni retail nostrane se non mi ricordo male) e un minimo di slippage (anche se il prezzo di ingresso è già una media tra l’open e il close del giorno successivo all’ingresso):


Data Source: Yahoo! Finance

Data Source: Yahoo! Finance, FRED


Con questo schema di commissioni come vediamo si perdono ben 3 punti percentuali sulla strategia ideale senza costi (w/o costs) e la strategia che utilizza la risk parity (e con target volatility del 15%, quindi non lontana da quella “media” del mercato) addirittura va sotto al semplice EW (ovviamente si può controbbattere che in termini risk-adjusted faccia molto meglio, ma quello dipende anche dai pesi assegnati ai vari assets) e questo comunque con 25,000$ investiti.


E comunque anche con schemi commissionali più favorevoli e capitale maggiore, non bisogna sottovalutare l’impatto sulla performance:


Data Source: Yahoo! Finance, FRED

Data Source: Yahoo! Finance, FRED


Insomma, bottom-line: pur escludendo tasse sul capital gain, utilizzando gli strumenti che replicano indici a minor cost sul mercato (peraltro ho utilizzato ETF del mercato USA, quindi spesso con TER un po’ più bassi di quelli scambiati in Italia) e facendo molte approssimazioni (i.e. sullo slippage), l’impatto è notevole (soprattutto per “capitali retail”) ed è qualcosa che dobbiamo sempre tenere a mente!


 
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6 Commenti

  • # 1

    Ciao Ric,

    saggie considerazioni!! Congratulations!!

    Calando il discorso nella realtà, facciamo un’ipotesi:

    famiglia che vive a Roma, fra marito e moglie ( 40 lui, 35 lei ) entrate per 7mila euro nette al mese tramite lavoro dipendente, due bambini piccoli, casa di proprietà, 3mila euro flusso risparmio mensile.

    Nel giro di venti anni ( con quei 3mila euro mensili di risparmio ) si vuole costruire un capitale per potersi poi ritirare in anticipo, meglio approccio lazy, all weather o momentum investing?

    ( i bambini raggiunta la maggiore età riceveranno eredità dai nonni di un certo standing per cui no problem da questo punto di vista )

    Ciao!

    Fab

    PS io vedrei bene un all weather!

    Case history non di fantasia ma vera!!

  • # 2

    Ciao Fab! Scusa per la risposta tardiva… Comunque, essendo un caso reale ovviamente la pianificherei per bene e andrebbero considerati tanti altri fattori (tra cui anche solo la propensione al rischio), quindi prendi questo commento come pensieri in libertà.

    Io per investitori retail sono assolutamente per un approccio lazy (nel senso buy&hold e re-balance periodico) a livello strategico e all-weather a livello tattico. Ovvero un portafoglio ben diversificato su tutte le asset class globali (con pesi da stabilire in base alla propensione al rischio e orizzonte temporale) e da ri-bilanciare semestralmente/annualmente (a seconda del capitale). Ovviamente, ma mi sembra sia il caso dato che il flusso mensile di risparmio, si può costruire la posizione almeno inizialmente con un PAC, per ridurre l’impatto del timing.

  • # 3

    Ciao Ric, grazie mille della risposta!!

    Molto Saggia e assolutamente non in ritardo!!

    Non è che hanno milioni da allocare!!

    Si è vero che comunque hanno 3mila euro al mese di risparmi ma per fare le cose bene ci stanno andando con i piedi di piombo per usare un eufemismo!!

    Va be sai, nessuno di loro due si è mai interessato di investimenti finanziari e lui è un paranoico su queste cose, quindi…!!

    Ciao!

    Fab

  • # 4

    Beh, ma con un portafoglio ben diversificato, nulla di cui temere! Consapevoli del fatto che non ci si diventa ricchi, ma si può aggiungere un extra reddito (e/o cuscinetto per le emergenze) e i soldi non vengono erosi dall’inflazione!!

  • # 5

    Già spiegato il concetto a entrambi, indicato tre testi base e gli ho anche indicato di quali professionisti indipendenti si possono fidare e di quali no!!

    Ma figurati che lei nella sua famiglia sono rimasti scottati ai tempi perchè investirono nelle tiscali a cazzo di cane e per quanto riguarda lui, suo padre ( ex dir di banca ) a speculare sulle opzioni ci rimise le penne, una somma non ingente ma pari a un anno di stipendi dell’epoca!!

    Quindi loro due hanno sviluppato indirettamente una “incapacità appresa”, in altre parole quando sentono la parola Borsa gli vengono un pò di brividi di terrore…!!

    E’ ovvio che sono scuse idiote per non razionalizzare l’accaduto di eventi passati e quello che si vuole fare in futuro ma poi bisogna vedere col cervello cosa ci fai!! E anche col carattere!!

    Ciao e di nuovo grazie mille per gli spunti!

    Fab

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