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Portafoglio Pigro per l’investitore italiano (Pt. 2)

Portafoglio Pigro: concetti da tenere a mente per la scelta delle classi di investimento!

giovedì, 12 marzo, 2015 , ore 21:52 - 2 Commenti

Come promesso nel post introduttivo sul portafoglio pigro, entriamo nel merito di ognuna delle cinque classe di investimento elencate sopra, descrivendone principali caratteristiche, pregi, difetti e perché dovrebbero entrare o meno in un portafoglio pigro. Per ogni classe di investimento cercherò di evidenziare determinate caratteristiche. Specificatamente:


Orizzonte Temporale Consigliato: con questo aspetto intendo mettere in luce che, a meno che non si abbia un approccio “attivo” o non si sia semplicemente fortunati, bisogna essere consapevoli del tempo necessario affinché un investimento possa offrire rendimenti in linea con quelli storici e quelli attesi e soprattutto essere pronti alle fluttuazioni del breve/medio periodo. Ovvero, se si vuole detenere un investimento azionario all’interno di un portafoglio pigro, bisogna essere consapevoli che 1 anno di orizzonte temporale sarebbe decisamente troppo breve, dato che in questo lasso di tempo il mercato azionario potrebbe rendere tranquillamente tra il -80% e il +150%, nonostante nessuna delle due cifre sia indicative del rendimento offerto nel lungo periodo da questa classe di investimento.


Rendimento Reale Storico: innanzitutto cercherò di soffermarmi sul rendimento reale, piuttosto che nominale, ovvero tenendo in conto dell’effetto del inflazione. Voglio sottolineare l’aggettivo storico, per ricordare che del doman non c’è certezza ed il passato serve più ad diventare consapevoli dei possibili rischi, piuttosto che ad ancorare aspettative di rendimento! Il princiaple difetto dei portafoglio pigri è ottenere il rendimento di mercato, niente di più e niente di meno, se questo è ridotto, il rendimento finale sarà ridotto e il passato serve a farsi un’idea dei rischi, non dei rendimenti futuri!


Volatilità: da intendersi come deviazione standard intorno al rendimento atteso. Tipicamente un investimento più volatile ha maggiori probabilità di mostrare, soprattutto nel breve termine, fluttuazioni dei prezzi molto ampie.


Ampiezza Drawdown: per Drawdown intendo la perdita massima (espressa in percentuale) che una determinata classe di investimento può mostrare rispetto ad un massimo (relativo od assoluto). Ad esempio, se un titolo passa da €100 ad €150 ed infine vale €130, il suo drawdown sarà €(150 – 130) = €20 (ovvero un drawdown di €(20/150) = 13.3%. Tipicamente maggiore la volatilità e il rendimento reale storico, maggiori i drawdown sofferti dalla classe di investimento.


Probabilità Perdite a Breve: con questo intendo la probabilità in ogni momento di perdite (in termini di drawdown) sul capitale che si possono incorrere durante un lasso di tempo ridotto (< 12 mesi). Questo è ovviamente strettamente correlato con l’orizzonte temporale consigliato, infatti per strumenti che presentano alte probabilità di perdite a breve, è sconsigliato detenerli per orizzonti brevi.


Probabilità Perdite a Lungo: con questo intendo, a differenza di quanto sopra, la probabilità di una riduzione del capitale in termini reali dato un orizzonte temporale dell’investimento elevato (i.e. > 10-12 anni).


Correlazione Storica con Crisi Azionarie: con questo intendo la correlazione, in termini di performance, di una determinata classi di investimento con il mercato azionario, durante periodi di crisi di quest’ultimo. Infatti, in un portafoglio diversificato vorremmo che in momenti in cui il mercato azionario crolla, ci siano degli strumenti in portafoglio che aumentino di valore. Storicamente strumenti a reddito fisso privi di rischio e la liquidità hanno mostrato questa rara e preziosa caratteristica, mentre strumenti legati alle materie prime (anche se dipende dal periodo storico), il mercato immobiliare, mercati azionari di altre aree geografiche o strumenti a reddito fisso “high yield/junk”, storicamente hanno offerto ben poca diversificazione nei momenti di maggiore necessità.


Protezione da Inflazione: con questo intendo la capacità di una classe di investimento di tenere il passo dell’inflazione. Tuttavia una distinzione andrebbe fatta da iper-inflazione e inflazione normale/moderata, in cui ben poche classi di investimenti hanno offerto protezione.


Ora che abbiamo in mente cosa guardare nelle varie classi di investimento, analizziamone una ad una attraverso questa prospettiva. Volutamente escludo la classe legata agli investimenti alternativi (hedge funds, PE/VC etcetc), in quanto il post è rivolto ad investitori retail!


Liquidità


Orizzonte Temporale Consigliato: < 12 mesi


Rendimento Reale Storico: Basso (spesso in linea con l’inflazione, se moderata)


Volatilità: Bassa (spesso prossima allo zero!)


Ampiezza Drawdown: Spesso nulli in termini nominali, possono essere ampi in termini reali!


Probabilità Perdite a Breve Termine: Bassa


Probabilità Perdite a Lungo Termine: Bassa in termini nominali, può essere alta in termini reali


Correlazione Storica con Crisi Azionarie: Bassa (strumento di diversificazione spesso utile)


Protezione Inflazione: Spesso molto buona se l’inflazione è bassa/moderata (vedere Ang 2014), ma poco utile in presenza di iperinflazione e nel lungo termine tende ad essere una delle classi di investimento peggiori in termini reali


Strumenti Possibili: Conti Deposito, PCT, Titoli di Stato Risk Free con scadenza < 12 mesi, Materasso!


Potenziali Strumenti da Utilizzare: Conti Deposito, PCT, ETF, Index Funds, Singole Emissioni Governative


Commenti Aggiuntivi: La liquidità ha il grande pregio di offrire spesso un’ottima diversificazione dalle altre classe di investimento e soprattutto, a mio parere, dev’essere sempre detenuta per far fronte a imprevisti della vita, nel bene e nel male, sempre presenti (matrimoni, divorzi, figli, problemi di salute, problemi di lavoro etcetc). Detto ciò la performance attesa è molto ridotta, per cui più aumenta il suo valore (e quello del portafoglio) in termini assoluti, più dovrebbe diminuire il suo peso in un portafoglio.


Reddito Fisso (privo di rischio)


Orizzonte Temporale Consigliato: Simile alla Duration Modificata. Per quanto questa sia una regola del pollice molto approssimativa, non è consigliabile avere un’orizzonte temporale molto ridotto (i.e. 6 mesi) ed investire in titoli a reddito fisso con maturity e duration modificata superiore ai 30 anni! Un movimento al rialzo dei tassi e il rendimento potrebbe spesso essere negativo!


Rendimento Reale Storico: Basso


Volatilità: Bassa (anche se dipende molto dalla duration)


Ampiezza Drawdown: Non troppo elevati, anche se dipende dalla duration, possono essere molto ampi in termini reali!


Probabilità Perdite a Breve Termine: Dipende dalla duration, più è bassa, minore la probabilità di perdità!


Probabilità Perdite a Lungo Termine: Bassa in termini nominali, può essere alta in termini reali


Correlazione Storica con Crisi Azionarie: Negativa (storicamente ottimo strumento di diversificazione)


Protezione Inflazione: Spesso buona se l’inflazione è bassa/moderata (vedere Ang 2014), ma poco utile in presenza di iperinflazione!


Strumenti Possibili: Titoli di Stato Risk Free con scadenza 7-10 anni (spesso estendere la duration non paga! Vedere Illmanen nel suo brillante “Expected Returns”)


Potenziali Strumenti da Utilizzare: ETF, Index Funds, Singole Emissioni Governative


Commenti Aggiuntivi: Ovviamente nel reddito fisso l’orizzonte di strumenti su cui investire (e le sub-categorie) sono moltissime e ognuna quasi una categoria a parte. Detto ciò, come regola del pollice, più ci si muove da duration basse e governativi privi di rischio verso duration elevate e titoli high yield legati a singole emissioni societarie, più i rischi di drawdown, la volatilità, l’orizzonte temporale e i benefici da diversificazione assomigliano a quelli di investimenti azionari.


Azionario


Orizzonte Temporale Consigliato: Elevato, spesso si pensa che 3-5 anni sia un investimento di lungo periodo, ma per investimento volatili come il mercato azionario l’orizzonte temporale dovrebbe essere molto più lungo, spesso superiore ai 10 anni.


Rendimento Reale Storico: Alto


Volatilità: Elevata


Ampiezza Drawdown: Elevati, anche in termini nominali si può raggiungere -80/90%!


Probabilità Perdite a Breve Termine: Dipende dalla duration, più è bassa, minore la probabilità di perdità!


Probabilità Perdite a Lungo Termine: Bassa in termini nominali, può essere alta in termini reali


Correlazione Storica con Crisi Azionarie: Diversificare geograficamente o per stili di investimento all’interno di questa classe di investimento porta ben pochi benefici!


Protezione Inflazione: Spesso buona se l’inflazione è bassa/moderata (vedere Ang 2014), ma poco utile in presenza di iperinflazione o inflazione dal lato dell’offerta!


Strumenti Possibili: In ottica di portafoglio pigro indici azionari sono lo strumento migliore possibile.


Potenziali Strumenti da Utilizzare: ETF, Index Funds


Commenti Aggiuntivi: Il fatto che l’orizzonte temporale consigliato sia così elevato, non significa (e questo vale per tutte le classe di investimento) che non possa avere spazio in portafogli ben diversificati, ma semplicemente sarà necessario ridurre il suo peso ed essere comunque consapevole dei rischi. Anche qui ci sono una miriade di sub-categorie, soprattutto se si prendono in considerazioni gli stili di investimento (rimanendo ben consapevoli dei rischi!).


Immobiliare


n.b. mi riferisco soprattutto a strumenti su cui investire, come Fondi Immobiliari, REIT, Azionario legato al settore, non ad investimenti fisici!)


Orizzonte Temporale Consigliato: Elevato, simile a quello azionario


Rendimento Reale Storico: Medio/Alto


Volatilità: Elevata


Ampiezza Drawdown: Elevati, anche se spesso minori di quelli azionari


Probabilità Perdite a Breve Termine: Elevata


Probabilità Perdite a Lungo Termine: Simile all’azionario


Correlazione Storica con Crisi Azionarie: Alta, non offre grandi benefici di diversificazione!


Protezione Inflazione: Spesso buona se l’inflazione è bassa/moderata (vedere Ang 2014), ma poco utile in presenza di iperinflazione!


Strumenti Possibili: In ottica di portafoglio pigro ETF e Index Funds sono lo strumento migliore possibile.


Potenziali Strumenti da Utilizzare: ETF, Index Funds


Commenti Aggiuntivi: I benefici offerti dall’aggiungere questa classe di investimento sono spesso dovuti agli elevati rendimenti, piuttosto che alla diversificazione! Bisogna inoltre tenere a mente, che nonostante investire in indici diversificati sul settore sia utile, molti di noi sono già esposti a questa asset class tramite investimento fisico!


Materie Prime


Orizzonte Temporale Consigliato: Elevato, possibilmente superiore a quello azionario


Rendimento Reale Storico: Basso


Volatilità: Elevata


Ampiezza Drawdown: Elevata


Probabilità Perdite a Breve Termine: Elevata


Probabilità Perdite a Lungo Termine: In termini reali spesso medio/bassa


Correlazione Storica con Crisi Azionarie: Dipende molto dalle cause dell’inflazione, se questa è dovuta ad un’inflazione da offerta (aumento del prezzo delle materie prime), tautologicamente penalizzerà l’azionario e favorirà le materie prime, altrimenti il contrario!


Protezione Inflazione: Spesso buona, anche se gli strumenti per esporsi sulle materie prime sono spesso inefficienti (a causa del “roll yield” che viene subito passivamente)!


Strumenti Possibili: In ottica di portafoglio pigro ETF e Index Funds sono lo strumento migliore possibile. I più sofisticati e capitalizzati potrebbero utilizzare futures.


Potenziali Strumenti da Utilizzare: ETF, Index Funds, Futures


Commenti: I benefici dovuti all’aggiunta di questa asset class non sono necessariamente evidenti. La loro principale dote è la capacità, come evidenziato, di diversificare in momenti in cui tutte le altre asset class fanno male, ma il rendimento sul lungo periodo è spesso basso e questi eventi piuttosto infrequenti, quindi consigliabile solo con orizzonte temporale molto molto lungo e per portafogli consistenti in cui le commissioni non incidono troppo, altrimenti non ne vale la pena. Discorso a parte per l’oro, che spesso ha più senso di altre materie prime, per la sua capacità di diversificare con tassi reali negativi e soprattutto per cui l’effetto del roll è spesso inferiore.


Sotto una tabella riassuntiva, con quanto espresso sopra (clic per ingrandine in una nuova finestra):


asset_classes_summary


Al prossimo post, con una simulazione storica di quanto detto finora.


 
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