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Micron Technology: analisi fondamentale e di bilancio (2011)

Un approfondimento dei ratios e dati di bilancio del titolo Micron Technology

domenica, 10 luglio, 2011 , ore 18:12 - 14 Commenti

Buonasera a tutti i lettori. Trovo finalmente il tempo di scrivere un’analisi richiestami diversi mesi fa su un titolo decisamente interessante: Micron Technology (Nasdaq: MU).


Il titolo opera principalmente nel settore dei semiconduttori, in particolare nell’industria della ”memoria” (DRAM e Flash in particolare), di conseguenza il business è principalmente trainato dalla domanda di pc, telefoni cellulari (molto interessante qui sarà vedere come si riusciranno a muovere, dato che gli ”smartphone” la stanno facendo da padrone anche a livello di sentiment del mercato) e in generale prodotti tecnologici.


I principali rischi del business sono ben elencati qui dalla società stessa. Sicuramente quello molto rilevante per ora, in tutta l’industria, è l’altissima concorrenza che esiste tra società con conseguente ”guerra di prezzi” che inevitabilmente riduce margini e cash flow (aspetto molto evidente per esempio in un’industria ”vicina”, come quella di WDC, che sta soffrendo molto la concorrenza sui prezzi). Tra le rivali più dirette vi è SanDisk (anche questa da approfondire) e Samsung; senza ovviamente dimenticare Intel, il gigante del settore, che però non è assolutamente concentrata in quest’industria particolare e anzi sono in atto diverse sinergie tra le due società.


Passiamo comunque al bilancio vero e proprio, questo il consueto foglio excel con tutti i dati degli ultimi 5 anni:



Quindi vediamo gli aspetti che più mi preme sottolineare:



  • sicuramente quello che balza subito agli occhi è la ”volatilità” dei conti e in particolare dei margini. Mentre i ricavi, escluso il 2009, mostrano un ottimo tasso di crescita (notevole il rimbalzo nel 2010), l’Ebit e l’utile netto mostrano un andamento decisamente diverso e soprattutto diversi anni in perdita (a confermare la notevole rilevanza che la competizione ricopre in quest’industria, dove decisamente non basta ”crescere” come dimensioni):






  • a livello di rendiconto finanziario si assiste inevitabilmente ad una forte volatilità; in generale il free cash flow negli anni passati è sempre stato al limite del negativo dato l’alto livello delle CapEx, ma negli ultimi due anni, grazie all’ottima generazione di cassa (e nonostante il forte aumento del CCN), il Free Cash Flow è decisamente volato fino a superare i 2 miliardi di dollari (complice però anche il calo delle CapEX):



In sostanza il bilancio del 2009 e soprattutto quello del 2010 mostrano un’ottima redditività, con crescita che dai ricavi viene finalmente estesa anche all’utile operativo e a quello netto e di conseguenza ai margini. Con questi ultimi dati la valutazione si fa a dir poco interessante: abbiamo un FCF/EV di oltre il 30% e un P/BV sotto l’unità nonostante il Roe schizzato oltre il 20% e pochi ”intangibles” nell’attivo.


A livello di DFCF la valutazione è molto sensibile al livello delle CapEx scelte, ipotizzando in rapporto all’OCF un livello simile a quello degli ultimi 2 anni anni, non è difficile immaginarsi una valutazione sopra i 15$, se però si fa una valutazione più severa, tenendo in conto di come si è comportata la società in passato (ovvero espandendo molto il livello delle CapEx nei momenti positivi) la valutazione scende intorno ai 9$, utilizzando le medie storiche per i tassi di crescita e i margini addirittura a 8$.


In ogni caso la società per me risulta Interessante. Ha mostrano un buon trend di crescita anche nei primi 6 mesi dell’ultimo anno fiscale, con margini tornati a scendere e CapEx tornate a salire, ma ben lontani dal brutto triennio 2007-2009 (in ogni caso direi di tenersi nella parte bassa della forchetta della valutazione, tra gli 8$ e i 9,5$). Importante però il lancio del profit warning di qualche settimana fa, che l’ha portata a scendere pesantemente in borsa, dove sempre di più conta anche a livello di analisi fondamentale il ”momentum”.


Concludendo, direi che avremmo bisogno sicuramente di qualche ”insider” del settore, per spiegarci meglio eventuali vantaggi competitivi e qualitativi, che non posso emergere da questo tipo di analisi, che comunque conferma la bontà del titolo.


A presto a tutti i lettori!


 
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Categorie : Interessante, Micron Technology
 
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14 Commenti

  • # 1

    Ciao Ric,
    visto che mi fischiavano le orecchie ho deciso di scrivere qualche riga su MU.

    Ma, a sorpresa, non farò un commento tecnico(!)

    Uno dei motivi per cui la comunità finanziaria assegna a MU un valore così basso in relazione ai suoi fondam0entali è una spinosa azione legale che la vede coinvolta insieme ad Hynix contro la californiana Rambus.

    Cercherò (nei limiti delle mie conoscenze del caso e della mancanza di lessico legale) di spiegare il fatto nella maniera più chiara possibile.ù

    Rambus ha accusato, tra le altre, Micron ed Hynix di aver lavorato, approfittando della loro posizione e delle loro alleanze, sul settore delle DRAM per mettere “fuori mercato” una loro creatura, la cosiddetta RDRAM.

    D’altro canto, Micron & Hynix accusano Rambus di aver occultato e/o distrutto centinaia di documenti contenenti le prove della loro innocenza e, aggiungono, in realtà la RDRAM non ha avuto successo per la scarsa qualità del design.

    Bisogna dire che Rambus non è nuova a queste battaglie legali: gran parte del suo fatturato sembra provenire da patents e da risarcimenti. Negli States non è raro trovare aziende tecnologiche che hanno costruito la loro fortuna sull’ufficio legale, piuttosto che sulla divisione di R&D.

    Infine, i numeri. Rambus dice di essere stata danneggiata per un ammontare pari a circa 4bn $, ma esiste una clausola della californiana che (non so quali siano le condizioni che attivano questa clausola) impone al perdente di pagare il compenso triplicato! (quindi circa 12 miliardi di dollari!)

    Tra sentenze e appelli, ora sembra si sia quasi arrivati al verdetto finale (nei prossimi 5 mesi saranno sentite per l’ultima volta le 3 aziende) e si arriverà alla verità (almeno esistono al mondo paesi in cui i processi ad un certo punto finiscono prima di andare in prescrizione).

    Ovviamente se Micron ed Hynix dovessero perdere e dover pagare quella cifra spropositata, ciò non potrebbe essere ignorato all’atto della loro valutazione.

    Magari prima di acquistare converrebbe capire che piega prende questa vicenda…

    Buona serata

    Nicola

  • # 2

    Il settore semiconduttori è uno dei più difficili da intepretare e da valutare; molto stagionale, molto competitivo e molto ciclico. Purtroppo l’ultima trimestrale (documento finale uscito ieri http://secfilings.nasdaq.com/filingFrameset.asp?FileName=0000723125%2D11%2D000122%2Etxt&FilePath=%5C2011%5C07%5C12%5C&CoName=MICRON+TECHNOLOGY+INC&FormType=10%2DQ&RcvdDate=7%2F12%2F2011&pdf=) ha evidenziato delle problematicità. Altre società hanno lanciato da poco dei Profit Warning e l’indice SOX si è rimangiato quasi tutto il rimbalzo degli ultimi giorni. Io seguo Sandisk (che mi convince di più), ma aspetto in ogni caso la trimestrale della prossima settimana per fare ulteriori analisi e valutazioni.

  • # 3

    A proposito di MU vi segnalo questo articolo di MotleyFool che tratta di Intel, ma cita anche MU con un dato non proprio positivo…
    Si parla di Cash Conversion Cycle…interessante :-)

  • # 4
  • # 5

    Ringrazio molto Nicola e smartinvestor per le preziose informazioni! Per il resto non posso che concordare con SoN, il problema negli ultimi anni è soprattutto la marginalità e l’incredibile concorrenza, il che ne fa un settore molto difficile da analizzare per chi non ci capisce e non lo segue molto (per me ad esempio! :mrgreen: ).

    A presto a tutti quanti!

  • # 6

    E’ un pò il discorso che si può estendere a tutti i titoli coinvolti nell’immenso mondo degli “smartphone, tablet” et similia….
    Alla fine i dominatori (che quindi cresceranno ma soprattutto faranno profitti) saranno pochi…Apple, Nokia, Samnsung?
    Sandisk, Micron, Seagate? Apple, Google, Microsoft? La vera scelta è questa…e ci sono argomenti a supporto praticamente di ogni titolo..
    A vedere i bilanci di oggi si registrano fatturati in crescita, ma grande guerra sui prezzi e volatilità nelle dinamiche domanda-offerta.
    Ad oggi nessun titolo mi convince veramente (forse Google…)…mi verrebbe voglia di comprare questo http://finance.yahoo.com/q?s=FONE
    :mrgreen:

  • # 7

    Le mazzate di questi giorni sono soltanto l’inizio o possiamo iniziare ad accumulare qualcosa (magari qualche titolo italiano?) :D

  • # 8

    Beh tra un po’ si inizia ad accumulare, però vorrei sicuramente qualche catalyst positivo e una reazione dei mercati (trend is your friend).

    p.s. ancora con l’Italia!? :mrgreen: :mrgreen:

  • # 9

    @ric
    Hai ragione sull’Italia…figurati ho “sotto tiro” diverse azioni Usa con dei bilanci che in Italia ce li sogniamo, ma non voglio trascurare qualche opportunità nostrana… Purtroppo al momento sui titoli Usa soffro delle commissioni di intermediazione troppo elevate per la parte di portafoglio che voglio destinare agli States… Ho qualche titolo, ma ne vorrei di più..
    Per quanto riguarda l’opportunità di entrare sul mercato, direi che è opportuno guardare oltre i classici indicatori grafici/tecnici di trend, perchè se aspettiamo in cambiamento del trend in termini canonici… :roll:
    Adesso è necessario combinare considerazioni di tipo fondamentale a quelle più tecniche ed in particolare “intermarket” (convenienza delle azioni rispetto ai bond, eccessi in alcuni assett quali appunto bond e oro,ecc…).
    A tal proposito vi segnalo questo interessantissimo articolo dell’ottimo Francesco Caruso http://www.francescocaruso.ch/il-sonno-della-ragione/
    Intanto qualche acquisto si può fare: http://goldenfriday.blogspot.com/2011/08/dal-pensiero-allazione-diasorin-entra.html

  • # 10

    Per gli amanti della statistica…i mercati potrebbero essere un’opportunità…
    Da intermaketandmore—Dream Theater
    http://intermarketandmore.finanza.com/grafico-di-lungo-termine-timing-da-meditazione-33286.html

  • # 11

    Grazie della segnalazione! :-)

  • # 12

    Ciao e complimenti,
    Il titolo ha tenuto abbastanza bene alla tempesta di luglio, quindi l’analisi è stata confermata.
    Posso chiederti una mano per capire il calcolo degli indici?
    Il ROI 2010 è pari a 14,5%, ossia l’ebit diviso 10.969K€–>non trovo quest’ultimo numero.
    Il totale attività 2010 di 14.693 K€ è spezzato in IM+INT+AC ma manca un 10% della somma (1.436K€).

    Scusa il disturbo sai, io per esempio avrei calolato un ROI di 11%!
    Vorrei capire dove sbaglio, anche se poi sappiamo tutti che la cosa importante è avere uniformità nella comparazione.

    Ciao :D

  • # 13

    Ciao ino,

    insomma, mica ha tenuto tanto bene, ha perso 2$ da quando ho fatto l’analisi. Certo tra mercati e il recente disastro non hanno certo aiutato! :(

    Comunque il Roi io lo calcolo come Ebit / Capitale Investito. Capitale Investito = Patrimonio Netto + Indebitamento Finanziario Lordo.

    Il totale delle attività non coincide, perchè riporto solo le voci che mi interessano ai fini dei miei calcoli!! ;-)

  • # 14

    Ciao ragazzi,
    giusto un update sul caso Rambus.

    Finalmente la giuria californiana (dopo aver attentamente valutato le posizioni delle tre aziende coinvolte..
    ci ha messo un pò di tempo rispetto alla media americana ma si tratta pur sempre di una causa che ha richiesto
    l’intervento di diversi periti tecnici..) ha prosciolto Micron da tutti i capi d’accusa di Rambus (spedendo
    tra l’altro Rambus nel profondo degli abissi nel giro di poche ore di contrattazione… e MU a +23%).

    Superato questo pericolo imminente, Micron ora deve fare i conti con il ciclo economico, soprattutto con i prezzi
    delle DRAM.

    Durante l’ultimo quarter, per la prima volta nella storia di MU il fatturato relativo alle Flash Memory ha superato
    quello delle DRAM. Ciò non è solo dovuto a come stanno cambiando i consumi in questo settore, ma anche al fatto che
    ormai le DRAM sono a tutti gli effetti una commodity, e che i prezzi sono attualmente vittima di una speculazione al
    ribasso così forte da indurre la maggior parte delle aziende produttrici di questo dispositivo a porsi la questione
    su se valga la pena di continuare con margini così bassi.

    Probabilmente nei prossimi mesi/anni si assisterà ad un consolidamento che vedrà il numero di aziende produttrici di
    DRAM diminuire in numero e ritagliarsi fette di market share sempre più grandi.

    A quel punto probabilmente i prezzi torneranno su livelli che consentono una redditività allineata con gli investimenti
    necessari a produrre i prodotti con il miglior rapporto tra prezzo e shrink tecnologico.

    Insomma, conviene attendere ancora un pò per capire se questo problema è ormai cronico oppure passeggero.

    Ciao

    Nicola

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