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Iride spa: analisi fondamentale e di bilancio

Analisi fondamentale, di bilancio, indici e ratios dell\'utility Iride!

lunedì, 4 maggio, 2009 , ore 21:49 - 8 Commenti

images Oggi come promesso andiamo ad analizzare Iride, un’altra società italiana piuttosto interessante. Premetto, che come si legge qui, da pochissimi giorni è stata approvata ufficialmente la fusione con Enia, che di fatto per i numeri a bilancio la rende la terza utility italiana, vi consiglio anche una lettura di questo post di Zener, che aveva più o meno tirato giù dei dati proforma qualche mese fa.



Non vuole essere un post in cui entro a fondo nel merito della fusione, ma in linea di massima mi sembra ne possano giovare sia le due società, sia gli azionisti (trovate altre informazioni anche qui).



Passiamo ora a quelli che erano stati gli ultimi 4 anni di bilanci di Iride, con il consueto foglio excel:



iride


Come vedete i numeri sono abbastanza interessanti, soprattutto a livello di prezzo:




  • il P/BV è di 0.53 e comunque considerando il BV al netto delle componenti non materiali, lo si va a pagare comunque 0.59 (ben 2.2 miliardi di immobilizzazioni per la società) ed è bassissimo anche il P/OCF di circa 3 (intorno a 5.4 quello medio a 4 anni)

  • la situazione patrimoniale è abbastanza solida (pochissime come dette le attività immateriali ed il circolante è ridotto), anche se indubbiamente usa una leva abbastanza alta (totale delle attività quasi 3 volte il patrimonio netto) e quindi abbiamo un debt/equity di 0.89 e un debt/ebitda di 3.74, entrambi al limite dell’accettabilità, ma dato il business tipicamente ”capital intensive” da una parte e anticiclico e ”sicuro” dall’altra, non risultano così eccessivi

  • ciò che non mi piace è la redditività, sicuramente in crescita, ma ancora piuttosto bassa, anche rispetto ai competitors; per quest’anno il Roe si ferma all’8%, il Roi all’8.2% e infine il Roa al 2.7%

  • altro aspetto in cui non eccelle sono i margini, che però negli anni hanno mostrato una crescita (fattore positivo)



Passiamo all’analisi dei flussi di cassa dell’ultimo bilancio di Iride, andando a vedere il rendiconto finanziario relativo al 2008 e 2007:




  • i cash flow operativi prima della variazione del circolante, sono davvero molto simili, poichè l’utile di partenza è praticamente lo stesso e il saldo ammortamenti/accantonamenti uguale

  • la gestione del circolante è stata ottima, con aumento dei debiti commerciali e tributari e allo stesso tempo diminuzione dei crediti tributari e rimanenze, questo rende possibile un operating cash flow, dopo le variazione del circolante, più che raddoppiato rispetto al 2007

  • sono però aumentati tantissimi gli investimenti in immobilizzazioni (CapEx) e quindi il FCF è ancora negativo (per 80 milioni) rendendo necessaria anche l’accensione di nuovi debiti (l’indebitamento finanziario netto è infatti aumentato di 200 milioni, circa il 20%)



Bisogna dire però che le rimanenze sarebbero rimaste più o meno stabili se non fosse uscita dall’area di consolidamento una società legata alla produzione di gas e i debiti tributari sono aumentati per aver rimandato un pagamento, quindi al netto di questi due eventi straordinari, avremmo avuto un Operating Cash Flow di circa 190 milioni di euro (comunque un +75%) per un P/OCF di 4.04.



La società a me piace, presenta sicuramente multipli di prezzo che indicano una certa sottovalutazione, la fusione con Enia aiuterà sicuramente ad aumentare la sua ”fetta di mercato”, ma vorrei aspettare un pro-forma  del primo trimestre, per avere un’idea di margini e redditività dopo la fusione (qui un pro-forma 2008, che in realtà cambiava poco rispetto a redditività e margini attuali). Sicuramente la preferisco ad A2A, Snam Rete Gas ed Enel, mentre probabilmente la metto un piano sotto ad Edison (un po’ più capitalizzata e con maggiori flussi di cassa), che però ammetto di aver un po’ perso di vista gli ultimi mesi.



Nei prossimi giorni pubblicherò tutti i portafogli relativi alle strategie d’investimento con l’analisi fondamentale, mentre ho finalmente ultimato il lavoro sul CAPM per riprendere la parte didattica del blog.


 
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Categorie : Interessante, Iride
 
Analisi Fondamentale

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8 Commenti

  • # 1

    ciao. non è che cortesemente mi potresti girare l’originale foglio excel di Iride che vedo nella foto??

  • # 2

    Ciao Sergio,

    purtroppo quel foglio di calcolo (precedente a quello che vedi negli ultissimi post), l’ho perso quando l’hard disk decise di abbandonarmi qualche mese fa! :(

  • # 3

    Gentile Dottore
    ho visto un pò di valori di Iride, e vorrei avere dei suoi commenti i modo da meglio capire (considerato che ci sto facendo la Tesi). Ho notato che il valore del Debt/equity del 2009 è leggermente superiore a uno. Come si interpreta? è una cosa negativa..
    poi ho visto che il Current Ratio è stato nel 2009 e 2008 inferiore ad uno.. come si interpreta? cosa negativa anche questa..
    ho visto anche che Debt/ebitda è da sempre per Iride superiore a tre. come si interpreta? cosa negativa pure questa..
    Dal bilancio leggo che “Al 31 dicembre 2009 la capitalizzazione di borsa di IRIDE, ovvero il valore complessivo delle azioni quotate, era pari a 973 milioni di euro” dividendo per il patrimonio netto ottengo 0,7, quindi sotto 1, ed il Roe nel 2009 è stato 0,9. quindi va male?
    riguardo i flussi di cassa invece sto un pò in difficoltà..

  • # 4

    Ciao Sergio,

    per il dottore manca ancora un po’! :-)

    Comunque:

    1) l’indebitamento è abbastanza alto (debt/equity > 1, current ratio 3 come hai detto), quindi idnubbiamente aspetto negativo e anche vero che il settore delle utilities (elettriche e non) è in general associato alla presenza di un debito elevato (guarda Enel, Snam, ma anche le grosse utilities europee come Rwe, E.On, GdF-Suez e via così), questo perchè il business è decisamente anticiclico e “sicuro”, motivo per cui si può rischiare qualche in più (anche perchè c’è bisogno di molto capitale per un business del genere)
    2)il P/BV sotto 1 viene spesso associato ad una sottovalutazione, ma è una superficializzazione! Va paragonato come hai fatto bene tu con la redditività e con la struttura finanziaria! Il Roe è dello 0.9% sicuramente più basso del costo del capitale (in qualsiasi modo esso lo si stimi), per cui anche qui la redditività è molto bassa e giustifica in pieno un P/BV sotto l’unità (quindi “va male”), inoltre non dimentichiamoci che stiamo pagando sotto l’unità il patrimonio, ma che questo patrimonio è più piccolo del debito, quindi “a rischio”.

    Sui flussi esponimi pure i tuoi dubbi (se preferisci via mail, che trovi alla pagina “Chi sono”)!

    A presto,

    Riccardo

  • # 5

    ciao. mi sapresti dire perchè la fusione enia iride presenta ritardi rispetto alla tempistica prevista in origine? la moratoria fiscale che peso ha in tutto ciò?

  • # 6

    Posso rispondere che non ne ho la più pallida idea? Sarà la solita fusione all’italiana… :mrgreen:

  • # 7

    ciao
    sto facendo delle analisi su Iren (dalla fusione enìa iride). calcolando come semplice somma i dati CE e SP di enia ed iride sono arrivato al proforma (più che proforma direi vero e proprio aggregato) è sono arrivato a calcolare i seguenti valori della realtà che uscirà dalla fusione: CURRENT RATIO 0,78 ; DEBT/EQUITY 1,07 ; DEBT/EBITDA 3,64 . Volevo per cortesia delle considerazioni su questi dati e quindi della situazione dell’azienda iren che uscirà dalla fusione.

    ps. considerare il pro-forma come somme di SP e CE di due aziende è un errore?

    cordiali saluti

  • # 8

    Ciao Sergio,

    una considerazione molto grezza può essere: la current ratio dovrebbe essere sopra 1, per cui in questo alcune delle attività non correnti sono finanziate da passività correnti e questo potrebbe portare qualche piccolo squilibrio. Il debt/equity anch’esso dovrebbe essere sotto 1, il che potrebbe far preoccupare sulla capacità di sostenere il debito e il debt/ebitda è sopra 3 e anche questo dovrebbe far preoccupare circa la capacità di generare abbastanza cassa da ripagare il debito. Tutto ciò però ovviamente non tiene conto della redditività e comunque del settore, che essendo anticiclico e “capital intensive”, “perdona” di più indebitamenti alti.

    Sul profroma come semplice somma, ci potrebbe esser qualche problema, specialmente per quanto riguarda l’avviamento e le attività immateriali. Però il discorso diventa decisamente complesso, quindi come approssimazione si potrebbe pure fare!

    A presto! ;-)

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