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Intel: “cheap chip”?

Intel Corporation: analisi fondamentale e di bilancio (agosto 2010)

mercoledì, 25 agosto, 2010 , ore 1:51 - 10 Commenti

Buongiorno a tutti i lettori, finalmente trovo il tempo di scrivervi qui da Boston, dove sto passando giorni molto belli, ma intensi e pieni di impegni. In ogni caso la borsa e i bilanci non passano mai in secondo piano per me e quindi eccomi qui con una nuova analisi. La società in questione, come da titolo, è Intel. Leader incontrastata nel settore dei semiconduttori e in particolare dei microchip, capitalizza ad oggi circa 104 miliardi di dollari ed è quindi tra le prime 50 società al mondo per capitalizzazione. Il “moat”, tanto caro a Buffett, della società in questione è davvero notevole e i margini e i flussi di cassa che si possono vedere in bilancio ne sono la ”riprova quantitativa”.


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In ogni modo passiamo come di consueto alla vera e propria analisi del bilancio. C’è però un piccolo problema a riguardo, ovvero che lavorando sul laptop non ho più il mio bel monitor da 28 pollici e quindi il foglio di lavoro excel che era costruito in maniera tale che entrasse tutto in una schermata, non ci entra più. Di conseguenza mi vien difficile postare le immagini, soprattutto con le mie limitatissime conoscenze informatiche. Il meglio che sono riuscito a fare finora è questo, forse prima o poi mi deciderò ad usare uno spreadsheets di Google online, così risolviamo il problema mentre sono qui a Boston.


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In ogni caso, facendo riferimento al foglio di lavoro appena postato, possiamo vedere i seguenti aspetti:


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  • margini assolutamente ottimi anche se hanno subito un calo deciso nel 2009 (che giustifica gran parte il crollo del prezzo dai massimi): in particolare l’operating margin sopra il 15% e nel 2008 e 2007 sopra il 20%

  • redditività molto buona con il Roa in particolare intorno all’8.44% e in passato superiore al 10%

  • situazione patrimoniale che non fa presagire neanche lontanamente qualche problema: debt/equity e debt/ebitda prossimi allo zero, current ratio sopra 2 e in più flussi di cassa che sostengono agevolmente CapEx e dividendi non facendo presagire problemi futuri

  • infine, come anticipato, flussi di cassa davvero notevoli, circa 11 miliardi di OCF nel 2009 e CapEx intorno ai 4.5, per un FCF suoperiore ai 5 miliardi, ma che in passato è arrivato anche vicino ai 9


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Sostanzialmente stiamo parlando di un’azienda davvero molto solida, con evidenti vantaggi competitivi (nonostante la concorrenza non manchi) e con flussi di cassa davvero notevoli.


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Andiamo però  a vedere l’ultima trimestrale (che sarebbe la semestrale 2010), davvero notevole come risultati:


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  • ricavi, arrivati a 21 miliardi di dollari in 6 mesi, in crescita di circa il 40% rispetto allo stesso semestre 2009; operating income che ha raggiunto i 7.2 miliardi di dollari (quasi quanto l’operating income dell’intero anno nel 2007 e nel 2008)  e infine un utile di 5.3 miliardi di dollari, anche qui superiore a quello conseguito nell’intero anno del 2009 e 2008

  • la crescita notevolmente superiore dell’operating margin e dell’utile netto rispetto ai ricavi ha portato i margini a crescere sensibilmente e presumibilmente li vedremo a fine anno su valori intorno al 30% per quanto riguarda l’operating margin e sopra il 22-24% per quanto riguarda il net margin

  • situazione patrimoniale che ancora una volta è solidissima e non desta alcuna preoccupazione

  • infine dal rendiconto finanziario possiamo vedere un aumento del circolante commerciale molto limitato (circa 300 milioni), un operating cash flow che in soli 6 mesi raggiunge 7.5 miliardi che unito a delle CapEx di 2 miliardi, aiuta a generare un FCF di circa 5.5 miliardi in soli 6 mesi


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Passiamo ora al prezzo. I multipli fino al 2009 non ci suggerivano una sottovalutazione notevole, ma ipotizzando un FCF di circa 8 miliardi (per essere conservativi) nel 2010 si arriva ad un Ev/Fcf di circa 12, valore che a mio parere per una società del genere risulta interessante. Inoltre con la valutazione attraversp il DFCF model, mi vien difficile pensare ad un prezzo per azione sotto i 25 dollari (non guardate quello nel foglio che non è aggiornato).


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Infine, passiamo all’ultimo aspetto, il recente annuncio dell’acquisizione della società McAfee. Su questo ancora mi devo fare un’idea precisa, anche perchè di certo McAfee non rappresenta un business molto vicino a quello di Intel. La società (McAfee) ha sicuramente un ottimo bilancio e prospettive future mediamente positive, ma l’acquisizione non è certo a sconto, per cui vedremo se il management di Intel sarà in grado di sfruttare al meglio questa acquisizione e magari tirare fuori qualche sinergia.


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In ogni caso il mio giudizio su Intel resta estremamente positivo e la società è ”Molto Interessante”.


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A presto a tutti i lettori con il prossimo post!


 
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Categorie : Intel, Molto interessante
 
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10 Commenti

  • # 1

    Ciao Ric,
    Quindi,se va bene intel,ne dovrebbe beneficiare anche la nostra stm!

  • # 2

    In teoria sì, ma perchè non puntare a quel punto direttamente su Intel, piuttosto che tentare effetti indiretti! :mrgreen:

  • # 3

    Hi Ric,

    bel post, sintetico ed efficace as usual!!

    Domanda:

    Non sarebbe stato meglio per Intel fare un saggio buy back e aspettare per fare aquisizioni simili a prezzi più appetibili?

    La mia riflessione è da prendere con le pinze perchè questo settore d’investimento ( i semiconduttori) lo conosco superficialmente.

    Comunque Motley Fool pone qualche dubbio in merito su questa recente acquisizione.

    “Per carità”, come dice tu, Motley Fool non è la Bibbia, ma almeno per me, una sbirciatina potrebbe rivelarsi utile!!

    Di seguito il link per chi volesse dare un’occhiata a tale proposito:

    http://www.fool.com/investing/general/2010/08/24/why-did-intel-buy-mcafee.aspx

    Ciao!

    :D

  • # 4

    Ciao Fab,

    indubbiamente l’acqusizione la devo ancora studiare bene, perchè è importante e come detto c’entra poco con il settore dei semiconduttori. Il prezzo non è certo a sconto, ma è anche quel tipo di società che difficilmente compri interamente come occasione. L’unica cosa che non vorrei è che sia stata un po’ frettolosa, in un periodo in cui aveva tanta cassa e non sapeva che farci (e a questi prezzi, come dici tu, un buyback sarebbe stato ottimo) e l’M&A si stava scaldando nel settore, magari si è un po’ buttata. Attendiamo comunque eventuale “piano” per l’acquisizione. Ora leggo articolo!

    A presto! ;-)

  • # 5

    Hi Ric,

    grazie della risposta!

    Che altro dire?

    Sul discorso relativo a sinergie potenzianti derivanti da questa acquisizione, come dici tu, bisogna approfondire per bene!!

    Arigrazie!! :D

  • # 6

    De nada! ;-)

  • # 7

    restando negli USA e nello stesso settore trovo interessante anche Hewlett Packard.

  • # 8

    Gli darò un’occhiata, però mi convince fino a un certo punto la pazzia che sta facendo insieme a Dell per l’acquisto di 3Par!!

  • # 9

    è impressionante il crollo cha ha avuto al seguito delle dimissioni del CEO per un mini scandalo con una dipendente (in america son puritani fino al ridicolo se paragonati a qua…). Effettivamente valutano 3par parecchio, però è anche vero che negli ultimi anni la strategia di HP è stata di espandere il business tramite acquisizioni esterne, per cui esperienza in materia ne hanno. Al livello di quotazione attuale la ritengo comunque molto interessante. ciao

  • # 10

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