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Oggi riprendiamo la rubrica sulle strategie d’investimento con l’analisi fondamentale andandone a vedere una molto apprezzata dai piccoli investitori.
La strategia non ha un nome preciso e quindi gli ho assegnato quello del suo “inventore”, un investitore di grosso successo nell’ultimo ventennio, che nel suo libro “Il piccolo libro che batte il mercato azionario” critica fortemente tutte le complicazioni che piacciono molto agli operatori di borsa e consiglia di guardare a solo due aspetti:![]()
La strategia inoltre prevede anche altri aspetti, tra cui il dover rivedere ogni anno la lista (ovvero aggiornare i due indicatori ai dati di bilancio del nuovo anno), se non si conoscono le società a fondo si dovrebbe avere un portafoglio almeno di 100 azioni, altrimenti se le si conosco a fondo, si possono anche selezionare le migliori e soprattutto vendere le azioni che dovrebbero uscire dal portafoglio anche se sono in perdita.![]()
Vi ricordo che ovviamente queste società sono venute fuori dai bilanci 2007, per cui la lista non è più valida; appena usciranno per tutte i bilanci 2008, andremo a vedere tutti portafoglio aggiornati di tutte le strategie viste finora (Dogs Of The Dow, Value, Growth e appunto “Joel Greenblatt”).
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Ringrazio inoltre il contributo di Giuseppe Bertoncello per i chiarimenti riguardo questa strategia (non da poco in effetti!) e vi linko anche da qui i due post dedicati appunto da Giuseppe sulla “formula magica” di Greenblatt: 1 e 2.
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La prossima volta andremo a vedere la strategia d’investimento basata sul Blonde Index!
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1 dicembre 2008 alle 19:19
Riccardo,
innanzitutto complimenti per il tuo bel blog, in cui affronti con passione e competenza questioni non facili.
Quanto a Greenblatt, vorrei far notare che nel suo libro raccomanda di costruire un portafoglio di 30 azioni – non di 100, che come tu osservi per un piccolo investitore comporterebbero un capitale di partenza e costi di gestione senz’altro elevati.
Inoltre, descrivere genericamente come “buoni” i risultati ottenuti in passato dalla strategia illustrata nel “Piccolo libro che batte il mercato azionario” mi pare un po’ riduttivo. In realtà, i risultati sono stati straordinari sia per i portafogli testati da Greenblatt stesso sul mercato americano, sia per quelli testati da James Montier sul mercato europeo.
Ne ho parlato con qualche dettaglio in due post del mio blog, che forse potranno essere di qualche interesse a chi volesse approfondire la questione. Mi permetto per questo di riportarne i link:
http://investitoreaccorto.investireoggi.it/la-formula-di-greenblatt-e-vincente-anche-in-europa.html
http://investitoreaccorto.investireoggi.it/la-formula-vincente-per-battere-i-mercati-azionari.html
Un caro saluto,
Giuseppe Bertoncello
1 dicembre 2008 alle 20:40
Ciao Giuseppe, grazie mille dei complimenti che se fanno piacere in genere, fatti da te mi rendono ancora più orgoglioso!
Ho fatto anche le opportune correzioni dopo i due aspetti che mi hai fatto notare.
A presto!
2 dicembre 2008 alle 2:14
ciao! hai segnato saes getters tra le migliori 10 aziende italiane secondo la regola di greenblatt ma manca ancora una tua piccola analisi!
hehe poi ora che e’ sprofondata a un prezzo assurdo…
2 dicembre 2008 alle 9:17
Eheh…non ti preoccupare è ancora nella lista, non è stata dimenticata! Mi ci vuole solo un po’!
A presto!
2 dicembre 2008 alle 12:46
ma perchè limitarsi a titolini come saes getters invece di guardare delle aziende eccellenti come salzgitter o terex?
2 dicembre 2008 alle 13:33
Riccardo se ti interessano alcuni recenti report di Montier (settembre ottobre e anche novembre)te li posso mandare sulla mail che vedo sul commento che mi hai inviato di là.
2 dicembre 2008 alle 14:20
Ciao a tutti,
credo che il vantaggio fondamentale della strategia di Greenblatt sia la netta diversificazione che si attua mettendo nel portafoglio “almeno” 30 titoli. Sarebbe interessante andare a vedere come si sarebbe comportata la strategia utilizzando un numero minore di titoli (20 o addirittura 10).
Altra cosa che non mi torna: all’inizio del libro si parla di tenere i titoli per anni ma poi ogni anno la lista potrebbe venire stravolta dai dati di bilancio.
Io (nel mio fgoglio di calcolo) mi sono fatto una paginetta con la classifica e devo dire che la guardo piuttosto distrattamente…
La mia ignoranza non mi permette di aiutarvi di più nel capire tale strategia.
Gaetano
2 dicembre 2008 alle 14:46
a me sts strategia me pare na strun….
2 dicembre 2008 alle 15:52
Ciao Potax lo sai bene che a me piacciono molto altre azioni europee (molto più di quelle italiane)…per cui d’accordissimo con te, soprattutto si Salzgitter!
Gipa per quanto riguarda il report, molto molto volentieri! La mail è quella ( ovvero questa!
thetruth34@hotmail.it )
Per quanto riguarda il discorso di Gaetano, d’accordo anche qui, si va a diversificare molto, in base di fatto a due parametri fondamentali per gli investimenti (redditività alta ad un prezzo basso), però, rispondendo anche a Luca, credo che appunto il suo obiettivo sia raggiungere un buon risultato (e fin qui, come giustamente ha sottolineato Giuseppe, è stato molto più che buono!), con due “formule” facilissime.
Io in realtà di tutte queste strategie, io ne seguo nessuna, perchè, forse un po’ presuntuosamente, credo di poter far meglio con lo stock picking, però è anche vero che ho tantissimo tempo per analizzare a fondo i bilanci…e non tutte le persone, che ormai di lavoro fanno altro, posso stargli appresso così tanto! Insomma, semplificano gli investimenti e la vita, cercando di avere la maggior probabilità di successo e obbligando i meno esperti di borsa a regole da rispettare!
2 dicembre 2008 alle 16:15
caro Riccardo posso prendermi l’onore di affermare di averti suggerito salzgitter? peccato che non ho preso tyssenkrupp 15 giorni fa….
2 dicembre 2008 alle 16:20
Eheheh…me ne hai consigliate diverse, ma Salzgitter due anni fa era stata in portafoglio ed è stata venduta 6-9 mesi come tutte le altre…grande azienda, la seguo da diverso tempo!
Su tyssen non eri entrato!?
2 dicembre 2008 alle 16:53
2 dicembre 2008 alle 20:34
Azz…peccato!!!
29 dicembre 2008 alle 15:56
[...] sull’analisi fondamentale (avevamo già visto: Blonde Index, Dogs of The Dow, Value, Growth e Joel Greenblatt), andando in particolare a vederne una basata sul cosìdetto “Piotroski [...]
13 maggio 2009 alle 14:12
[...] con la costruzione dei portafogli azionari per il 2009, andando a vedere quello basato sulla strategia d’investimento ideata da Joel Greenblatt (moltissime informazioni a riguardo le potete trovare su questo sito e sull’omologo [...]