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Oggi andremo ad analizzare i primi due indicatori di redditività (il Roe lo tratterò a parte), vedendone il calcolo, gli utilizzi e i valori da tenere in considerazione.
N.B. DOPO AVER LETTO QUESTO POST, CLICCATE QUI, PER VEDERE UN CALCOLO ALTERNATIVO, MA PIù CORRETTO DEL ROA!
Il primo che andremo a vedere è il Roa. L’acronimo sta per Return On Assests e il suo calcolo è piuttosto immediato: si prende l’utile netto di gruppo e lo si divide per il totale delle attività. Ovviamente l’utile netto lo troverete nel conto economico, mentre il totale dell’attivo nello stato patrimoniale (clicca qui per leggere il piccolo vademecum sul bilancio). In questo modo, la cifra che verrà fuori (che conviene esprimerla in percentuale) vi darà l’idea di quanto hanno reso tutte le attività dell’azienda in questione.
Il valore minimo del Roa dev’essere superiore o uguale al costo del denaro (tassi d’interesse scelti dalle varie banche centrali), perchè ovviamente essendo il totale delle attività l’ammontare complessivo degli investimenti fatti dall’azienda ed essendo stati finanziati da indebitamento, cassa e/o denaro preso in prestito, il tasso minimo da ottenere è ovviamente quello dei tassi d’interesse. Se fosse inferiore significherebbe che il costo di questo denaro è stato per l’azienda maggiore a quanto quel denaro ha reso, quindi non sarebbe stato conveniente prenderlo.
Ovviamente per entrambi gli indicatori vale il discorso che più son alti (considerando quei minimi necessari) meglio è e soprattutto essendo una misura relativa (che ripeto è meglio esprimere in percentuale) è utile per confrontare aziende dello stesso settore (e ovviamente preferire tra due aziende a parità di tutti gli altri parametri, quella con Roi e/o Roa maggiore!).
Questo il foglio riepilogativo (in giallo sono i dati di bilancio da considerare, in arancione il valore del Roi ed del Roa e in verde/rosso un fatto positivo/negativo):
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21 ottobre 2008 alle 17:24
[...] è disponibile a questo link un nuovo post didattico! Segnala articolo su: Stampa articolo Invia per [...]
22 ottobre 2008 alle 17:44
[...] la redditività è anch’essa molto buona con il Roe al 25% (Roe Netto al 14.8%), il Roi è di quasi il 28% (ben oltre il WACC che mi viene sul 9.5% con un Beta di 0.9) e il Roa è ben oltre il costo del denaro (parliamo del 14.8%) [...]
23 ottobre 2008 alle 9:20
Complimni per il blog.
Perchè confronti il ROI con il WACC e non con il costo capitale? Il primo dovrebbe essere di raffronto per l’azienda e non per un azionista.
23 ottobre 2008 alle 19:01
Ciao scarso, in realtà il WACC sarebbe proprio il costo del capitale, pesato per capitale proprio e capitale di terzi che è proprio il denominatore del Roi.
Poi non ho capito benissimo cosa intendi per “Il primo dovrebbe essere di raffronto per l’azienda e non per un azionista”, in realtà con l’analisi fondamentale non ci mettiamo nei panni di chi vuole capire il valore di quell’azienda e quindi dobbiamo usare gli stessi dati che usa l’azienda per capire la propria redditività…dimmi se ti ho risposto o se hai ancora dubbi!
25 ottobre 2008 alle 8:54
Quello che voglio dire è questo: sicuramente il WACC è un costo del capitale ma è UN costo del capitale. Secondo me, per noi che vogliamo investire i nostri soldini in un’azienda, dovremmo usare un altro modo di calcolare il costo di capitale: Risk free+ Beta*rischio e non il costo medio ponderato del capitale che considera il peso di debiti, equitye altro.
Ciao
25 ottobre 2008 alle 11:21
Ciao Scarso, ti rigrazio per le precisazioni.
Il costo del capitale che dici tu è esattamente il calcolo del “costo del capitale proprio” e in effetti ha assolutamente senso quello che dici.
Però se vogliamo confrontarlo con il Roi, che tiene conto dell’effetto congiunto di patrimonio netto e indebitamento, mi verrebbe da dire che allora nel costo del capitale ci metto anche quello di terzi, perchè di aziende indebitate ce ne sono moltissime. Semmai si potrebbe fare distinzioni tra le aziende che hanno posizione finanziaria netta positiva (e allora uso solo il costo del capitale proprio) e quelle che ce l’hanno negativa (allora devo usare il WACC).
Purtroppo come vedi anche nell’AF c’è un certo grado di soggettività…dimmi cosa ne pensi e se ho detto una stupidaggine, che anche io devo crescere ancora molto!
A presto!
25 ottobre 2008 alle 14:25
Peraltro ho detto una stupidaggine…perchè quando non c’è indebitamento…si considera al denominatore del Roi solo il patrimonio netto, quindi di fatto il WACC lo calcolo come costo del capitale proprio e basta!
3 novembre 2008 alle 11:51
[...] Dopo aver analizzato nel post precedente due fondamentali indicatori di redditivà (il Roa ed il Roi), oggi andremo ad approfondire il discorso sull’ultimo e quello per me più importante. [...]
11 novembre 2008 alle 15:22
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16 novembre 2008 alle 16:12
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21 novembre 2008 alle 0:02
[...] è alto, in particolare maggiore del 18%); il Roa è ben superiore al costo del denaro e infine il Roi, che arriva addirittura al 40%, è inutile dire che nonostante ipotesi piuttosto restrittive ( e [...]
26 novembre 2008 alle 20:21
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3 dicembre 2008 alle 11:23
[...] forte utilizzo della leva è dovuto a una redditività alta, in particolare il Roe è del 32%, il Roi del 56% (il WACC con un beta di 0.74 è di 8.64%) ed infine il Roa è del 5.45%; tutti ottimi [...]
3 dicembre 2008 alle 14:29
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15 dicembre 2008 alle 20:25
[...] un approfondimento sul rendiconto finanziario, la redditività di un’azienda (qui il Roe, qui il Roa ed il Roi) e infine i multipli di prezzo (qui il PSR e l’Ev/Ebit, qui il P/BV, qui il P/E e qui il PEG [...]
29 dicembre 2008 alle 16:56
[...] eccellente con Roe medio a 5 anni del 22% (costo del capitale proprio intorno al 12%), Roi medio a 5 anni del 29% (WACC al 9% con un Beta di 1.3 e un premio per il rischio del 5.85%) e Roa a [...]
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[...] = Utile Non Distribuito (ovvero Utile Netto – Dividendo) / Totale Attività, sostanzialmente uguale al Roa, solo che al denominatore viene sottratto l’utile distribuito sotto forma di dividendi (una [...]
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15 gennaio 2009 alle 21:59
nooooo…si aspettava tutti edison…ha pure appeal speculativo!!! che pugnalata!!
17 gennaio 2009 alle 15:56
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