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Panoramica Criteri Analisi Fondamentale: Parte 2

Indebitamento Basso

mercoledì, 14 settembre, 2011 , ore 11:35 - 10 Commenti

Guest Post by “Seven of Nine”


 


Salve a tutti, proseguiamo oggi il nostro cammino nell’analisi fondamentale con un altro criterio impotrante che risponde alla domanda “Quali carattestiche dovrebbe avere un titolto con buoni fondamentali??”. Ci concentreremo oggi sul livello di indebitamento, ci sono vari modi per calcolarlo ma prima spieghiamo perchè è importante perchè la nostra scelta debba ricadere con indebitamento contenuto.


2-                             Indebitamento basso:


Un importante chiave di lettura per verificare la solidità patrimoniale è il basso indebitamento; infatti una società sovra indebitata è poco agile e ha poche prospettive di espandersi con costo contenuto, per non parlare degli interessi passivi che riducono l’utile per gli azionisti. Inoltre il free cash flow in una società con eccessivo leverage dovrà essere utilizzato per pagare i debiti pregressi, non potrà ne remunerare l’azionista ne essere reinvestito nella società. Una società altamente indebitata inoltre è meno libera perché sarà costretta a rendere conto ai creditori che potrebbero influenzare la politica manageriale interna dell’azienda, le prospettive di nuove acquisizioni e modalità di remunerazione degli azionisti. Infine un’azienda non indebitata o con basso indebitamento è una migliore candidata a essere acquisita da società più grandi o private equity con conseguente premio pagato agli azionisti. Un’altra annotazione da fare è che l’indebitamento eccessivo distorce il P/FCF (di cui abbiamo parlato nella prima parte), una soluzione a questo problema potrebbe essere la sostituzione di P (prezzo) con EV (enterprise value), tuttavia tale sostituzione implica una radicale presa di posizione teorica a favore dell’EV che io tendo a non assumere anche se ovviamene c’è un dibattito fra vari studiosi. Per vedere come una politica dissennata sul debito condizioni in maniera materiale il valore dell’azione visualizziamo nel grafico successivo un raffronto fra Utilities dell’area Euro:


utilities


Enel (in verde) ha un indebitamento in valori assoluti e relativi superiore alla media del settore (giallo); Fortum (utility Finlandese in arancione) al contrario ha un indebitamento in valori assoluti e relativi inferiori ore alla media settoriale.


Gli indicatori principali per analizzare il livello di indebitamento sono la net financial position (posiziona finanziaria netta) e debt/equity. Noi ci concentreremo sul debt/equity che è un rapporto quindi ci è più utile per confrontare varie aziende anche si dimensioni molto differenti. Il debt/equity è calcolabile facendo passività/patrimonio netto. Ricordo che le passività una parte del passivo quindi faremo (passivo-patrimonio netto) / patrimonio netto. Questo rapporto non può essere negativo per definizione, minore è il rapporto e migliore è la situazione. Il livello i livelli chiave sono 1 e 3. Un rapporto sotto 1 ci indica un’azienda con indebitamento molto contenuto, sopra 3 invece ci indica un’azienda con indebitamento sopra livelli desiderabili . Ovviamente come per gli altri criteri va letto nel contesto, i titoli che rispettano categoriamente tutti i criteri di cui parleremo pochissimi, ma servono per dare delle indicazioni generali, non per fare un screener secco senza approndimenti. Non è una coincidenza però che alle aziende italiane spesso sottocapitalizzate (e quindi con debt/equity molto alto) corrisponda la sottoperformance del rispettivo indice rispetto a quello di altri paesi industrializzati.


 
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Categorie : Didattica
 
SevenOfNine

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10 Commenti

  • # 1

    Ottimo articolo, complimenti!

    Una altro indice conveniente potrebbe essere:

    FCF ( Free Cash Flow ) / Long Term Debt

    1DOMANDA:

    Che ne pensi?

    A parte questo Warren Buffet il ratio debt/equity lo rettifica al denominatore aggiungendo gli acquisti di azioni proprie.

    2DOMANDA:

    Che ne pensi?

    Facci sapere, se ti va! :-)

    Ciao!

    Fab

    PS anche buono il post sul rendiconto finanziario, però peccato non aver illustrato alcune case history di rettifiche sul CFO ( cash flow operativo ) che alcune volte bisogna fare!!

    Ovviamente capisco che sarai impegnatissimo e quindi spiegare pure alcune rettifiche eventuali diventa un pò troppo pesante!

  • # 2

    Il FCF / Long Term Debt sinceramente non l’ho mai sentito. Sempre meglio dividere gli indicatori di flusso da quelli di indebitamento perchè riguardano due campi diversi. Anche perchè i flussi vanno correlati al prezzo da qui FCF Yield, mentre il long term debt va correlato alla struttura patrimoniale e quindi ai mezzi propri (o disponibilità liquide nel net financial position). Per quanto riguarda l’annotazione di Buffett è sicuramente interessante e senz’altro corretta. Ovviamente se entriamo nei pronfondi meambri del debt/equity oltre a considerare le azioni proprie (la cui rettifica porta a un aumento del patrimonio netto e quindi a una diminuzione del debt/equity) vanno anche rettificate alcune attività immateriali come i costi capitalizzati e l’avviamento ( le cui rettifiche portano a una diminuzione del patrimonio netto e quindi a un aumento del debt/equity). ;)

  • # 3

    Hi 7of9,

    I beg your pardon!

    Andavo di fretta, intendevo il contrario Long Term Debt/ FCF!!

    D’accordissimo sulla tua parte finale del post!

    Certo è che se uno si mette a rettificare la qualsiasi, nun se finisce più!

    Poi ovviamente dipende dai capitali che si puntano!!

    Grazie dell’esauriente risposta!

    Ciao! :-)

    Fab

  • # 4

    Ariciao 7of9,

    dimenticavo un appunto importante!

    Ric, comunque era pervenuto a una roba simile:

    http://analisifondamentale.investireoggi.it/indebitamento-finanziario-netto-o-lordo-893.html

    Lui impostava:

    indebitamento finanziario lordo / free cash flow < 5

    Io invece per farla più breve e più stringente impostavo:

    Long Term Debt ( sottointeso lordo )/ FCF < 3

    Sicuramente, come lo imposta Ric è più completo in una logica value!

    Ma quello proposto da me, proviene da una tecnica GARP americana, in particolare quella utilizzata da Phil Town!

    Che l'ho studiata e simulata per un pò e su questo indicatore era ok, ma su alcuni altri aspetti non mi piaceva e l'ho lasciata perdere. Anche perchè una sua ottimale applicazione va bene sul mercato USA e non secondo me in area euro!

    Comunque sul mercato USA ha dato un 11% annualizzato .

    Fonte:

    http://www.aaii.com/stock-screens/screendata/Rule1

    Mooolto meglio il saggio e sano value investing attivo oppure se si ha meno tempo e si vuole rischiare un pò di più, il value investing passivo.

    Va bè, paragonare una tecnica GARP con le due tipologie di value investing, non ha molto senso se si vuol fare un paragone appropriato al 100%, ma poi alla fine quello che conta è il rapporto Rendimento/ Sforzo Profuso e quel tipo di GARP non è il massimo da questo punto di vista!!

    Ciao e buon fine settimana!

    :-)

    Fab

  • # 5

    Dimenticavo!

    Di seguito il migliore sito web americano dedicato alla tecnica GARP a cui ho fatto riferimento:

    1) http://www.stock2own.com/

    2) Come funziona:

    http://www.stock2own.com/StockAnalyzer.aspx

    3) Analisi di Google secondo questa tecnica:

    http://www.stock2own.com/StockProfile.aspx?s=US:GOOG

    Ariciao!

    Fab :-)

  • # 6

    Ciao Fab, innanzi tutto grazie per il tuo contributo!
    Come detto io tendo a separare i ratio riguardati i flussi rispetto a quelli patrimoniali; ma per una panoramica completa il long term debt / fcf risponde alla domanda: quanti anni servirebbero all’azienda per ripagare tutti i suoi debiti?? Io non lo vedo come un indicatore principale, ma piuttosto complementare visto che risponde a una specifica domanda ipotetica. E direi molto ipotetica visto che con i tassi così bassi anche le aziende più ricche di cassa tendono a indebitarsi e quel debito non verrà mai ripagato ma semplicemente sostituito con un altro, esempio Google. Come sottolinei tu inoltre, tale ratio non è adatto a tutti i mercati, non so se esistono società in grado di sostenere tale criterio soprattuto in europa meridionale.:mrgreen:

    Detto questo, non confonderei tale ratio con il GARP. Sono due cose diverse, se il GARP di cui parli è quello che conosco io (Growth At Reasonable Price) teorizzato dal famosissimo Peter Lynch non centra nulla con i ratio dedicati allo studio dell’indebitamento; ma è metodo che analizza la crescita degli utili di una società e il prezzo del titolo a cui fa riferimento.
    ;-)

  • # 7

    Ciao 7of9,

    innanzitutto grazie dell’articolata risposta!

    Per quanto riguarda:

    “Detto questo, non confonderei tale ratio con il GARP. Sono due cose diverse, se il GARP di cui parli è quello che conosco io (Growth At Reasonable Price) teorizzato dal famosissimo Peter Lynch non centra nulla con i ratio dedicati allo studio dell’indebitamento; ma è metodo che analizza la crescita degli utili di una società e il prezzo del titolo a cui fa riferimento.”

    So benissimo cosa è il GARP. Io ho semplicemente scritto:

    “Ma quello proposto da me, proviene da una tecnica GARP americana, in particolare quella utilizzata da Phil Town!

    Che l’ho studiata e simulata per un pò e su questo indicatore era ok, ma su alcuni altri aspetti non mi piaceva e l’ho lasciata perdere. Anche perchè una sua ottimale applicazione va bene sul mercato USA e non secondo me in area euro!

    Comunque sul mercato USA ha dato un 11% annualizzato .

    Fonte:

    http://www.aaii.com/stock-screens/screendata/Rule1

    Mi sembra di aver scritto in italiano: ossia l’indice da me segnalato è utlizzato all’interno di una tecnica d’investimento che rientra nella categoria GARP e in particolare quella utilizzata da Phil Town.

    La definizione di GARP che da Investopedia:

    “The GARP strategy is a combination of both value and growth investing: it looks for companies that are somewhat undervalued and have solid sustainable growth potential. The criteria which GARPers look for in a company fall right in between those sought by the value and growth investors.”

    Fonte:

    http://www.investopedia.com/university/stockpicking/stockpicking5.asp#axzz1YOhRuqzA

    Siccome anche l’American Association of Individual Investors, definisce allo stesso modo la tecnica di Lynch e quella di Phil Town, ossia come un mix di Value&Growth

    Fonte: http://www.aaii.com/stock-screens

    e allora 1+1 fa due!!

    Poi per spaccare il capello in 4 si può dire che quella di Lynch è 100% GARP e mi sembra anche logico perchè ne è stato il pioniere!

    Quella di Phil Town molte volte è 100%GARP, altre volte un mix GARP e Growth!!

    Per quello che ho studiato e simulato dipende da che tipo di titolo si analizza e comunque nella versione originale il margine di sicurezza è fissato rigorosamente al 50% come minimo.

    Un altro dei motivi per i quali poi non mi è piaciuta è che la valutazione che si ottiene è svariate volte un pò troppo approssimativa e quindi per entrare ti devi avvelere di tre indicatori di analisi tecnica e va bè poi gli altri due motivi per i quali non mi è piaciuta, già detti nel precedente post.

    Ciao!

    ;-)

  • # 8

    Nei commenti recenti non appare il mio ultimo post!!

    Ma spuntano uno di Annalisa ( ok ) e due che sanno tanto di spam!!

    Pay attention to the Junk Spam!!

    Ciao!

    :-)

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