Micron Technology: analisi fondamentale e di bilancio (2011)Un approfondimento dei ratios e dati di bilancio del titolo Micron TechnologyBuonasera a tutti i lettori. Trovo finalmente il tempo di scrivere un’analisi richiestami diversi mesi fa su un titolo decisamente interessante: Micron Technology (Nasdaq: MU).
I principali rischi del business sono ben elencati qui dalla società stessa. Sicuramente quello molto rilevante per ora, in tutta l’industria, è l’altissima concorrenza che esiste tra società con conseguente ”guerra di prezzi” che inevitabilmente riduce margini e cash flow (aspetto molto evidente per esempio in un’industria ”vicina”, come quella di WDC, che sta soffrendo molto la concorrenza sui prezzi). Tra le rivali più dirette vi è SanDisk (anche questa da approfondire) e Samsung; senza ovviamente dimenticare Intel, il gigante del settore, che però non è assolutamente concentrata in quest’industria particolare e anzi sono in atto diverse sinergie tra le due società. Passiamo comunque al bilancio vero e proprio, questo il consueto foglio excel con tutti i dati degli ultimi 5 anni: Quindi vediamo gli aspetti che più mi preme sottolineare:
A livello di DFCF la valutazione è molto sensibile al livello delle CapEx scelte, ipotizzando in rapporto all’OCF un livello simile a quello degli ultimi 2 anni anni, non è difficile immaginarsi una valutazione sopra i 15$, se però si fa una valutazione più severa, tenendo in conto di come si è comportata la società in passato (ovvero espandendo molto il livello delle CapEx nei momenti positivi) la valutazione scende intorno ai 9$, utilizzando le medie storiche per i tassi di crescita e i margini addirittura a 8$. In ogni caso la società per me risulta Interessante. Ha mostrano un buon trend di crescita anche nei primi 6 mesi dell’ultimo anno fiscale, con margini tornati a scendere e CapEx tornate a salire, ma ben lontani dal brutto triennio 2007-2009 (in ogni caso direi di tenersi nella parte bassa della forchetta della valutazione, tra gli 8$ e i 9,5$). Importante però il lancio del profit warning di qualche settimana fa, che l’ha portata a scendere pesantemente in borsa, dove sempre di più conta anche a livello di analisi fondamentale il ”momentum”. Concludendo, direi che avremmo bisogno sicuramente di qualche ”insider” del settore, per spiegarci meglio eventuali vantaggi competitivi e qualitativi, che non posso emergere da questo tipo di analisi, che comunque conferma la bontà del titolo. A presto a tutti i lettori! Ti piace o ritieni utile questo articolo? Aiutaci a diffonderlo! |







14 Commenti
Ciao Ric,
visto che mi fischiavano le orecchie ho deciso di scrivere qualche riga su MU.
Ma, a sorpresa, non farò un commento tecnico(!)
Uno dei motivi per cui la comunità finanziaria assegna a MU un valore così basso in relazione ai suoi fondam0entali è una spinosa azione legale che la vede coinvolta insieme ad Hynix contro la californiana Rambus.
Cercherò (nei limiti delle mie conoscenze del caso e della mancanza di lessico legale) di spiegare il fatto nella maniera più chiara possibile.ù
Rambus ha accusato, tra le altre, Micron ed Hynix di aver lavorato, approfittando della loro posizione e delle loro alleanze, sul settore delle DRAM per mettere “fuori mercato” una loro creatura, la cosiddetta RDRAM.
D’altro canto, Micron & Hynix accusano Rambus di aver occultato e/o distrutto centinaia di documenti contenenti le prove della loro innocenza e, aggiungono, in realtà la RDRAM non ha avuto successo per la scarsa qualità del design.
Bisogna dire che Rambus non è nuova a queste battaglie legali: gran parte del suo fatturato sembra provenire da patents e da risarcimenti. Negli States non è raro trovare aziende tecnologiche che hanno costruito la loro fortuna sull’ufficio legale, piuttosto che sulla divisione di R&D.
Infine, i numeri. Rambus dice di essere stata danneggiata per un ammontare pari a circa 4bn $, ma esiste una clausola della californiana che (non so quali siano le condizioni che attivano questa clausola) impone al perdente di pagare il compenso triplicato! (quindi circa 12 miliardi di dollari!)
Tra sentenze e appelli, ora sembra si sia quasi arrivati al verdetto finale (nei prossimi 5 mesi saranno sentite per l’ultima volta le 3 aziende) e si arriverà alla verità (almeno esistono al mondo paesi in cui i processi ad un certo punto finiscono prima di andare in prescrizione).
Ovviamente se Micron ed Hynix dovessero perdere e dover pagare quella cifra spropositata, ciò non potrebbe essere ignorato all’atto della loro valutazione.
Magari prima di acquistare converrebbe capire che piega prende questa vicenda…
Buona serata
Nicola
Il settore semiconduttori è uno dei più difficili da intepretare e da valutare; molto stagionale, molto competitivo e molto ciclico. Purtroppo l’ultima trimestrale (documento finale uscito ieri http://secfilings.nasdaq.com/filingFrameset.asp?FileName=0000723125%2D11%2D000122%2Etxt&FilePath=%5C2011%5C07%5C12%5C&CoName=MICRON+TECHNOLOGY+INC&FormType=10%2DQ&RcvdDate=7%2F12%2F2011&pdf=) ha evidenziato delle problematicità. Altre società hanno lanciato da poco dei Profit Warning e l’indice SOX si è rimangiato quasi tutto il rimbalzo degli ultimi giorni. Io seguo Sandisk (che mi convince di più), ma aspetto in ogni caso la trimestrale della prossima settimana per fare ulteriori analisi e valutazioni.
A proposito di MU vi segnalo questo articolo di MotleyFool che tratta di Intel, ma cita anche MU con un dato non proprio positivo…
Si parla di Cash Conversion Cycle…interessante
L’articolo era questo, scusate
http://www.fool.com/investing/value/2011/07/28/a-hidden-reason-that-intels-earnings-are-outstand.aspx
Ringrazio molto Nicola e smartinvestor per le preziose informazioni! Per il resto non posso che concordare con SoN, il problema negli ultimi anni è soprattutto la marginalità e l’incredibile concorrenza, il che ne fa un settore molto difficile da analizzare per chi non ci capisce e non lo segue molto (per me ad esempio!
).
A presto a tutti quanti!
E’ un pò il discorso che si può estendere a tutti i titoli coinvolti nell’immenso mondo degli “smartphone, tablet” et similia….
Alla fine i dominatori (che quindi cresceranno ma soprattutto faranno profitti) saranno pochi…Apple, Nokia, Samnsung?
Sandisk, Micron, Seagate? Apple, Google, Microsoft? La vera scelta è questa…e ci sono argomenti a supporto praticamente di ogni titolo..
A vedere i bilanci di oggi si registrano fatturati in crescita, ma grande guerra sui prezzi e volatilità nelle dinamiche domanda-offerta.
Ad oggi nessun titolo mi convince veramente (forse Google…)…mi verrebbe voglia di comprare questo http://finance.yahoo.com/q?s=FONE
Le mazzate di questi giorni sono soltanto l’inizio o possiamo iniziare ad accumulare qualcosa (magari qualche titolo italiano?)
Beh tra un po’ si inizia ad accumulare, però vorrei sicuramente qualche catalyst positivo e una reazione dei mercati (trend is your friend).
p.s. ancora con l’Italia!?
@ric
Hai ragione sull’Italia…figurati ho “sotto tiro” diverse azioni Usa con dei bilanci che in Italia ce li sogniamo, ma non voglio trascurare qualche opportunità nostrana… Purtroppo al momento sui titoli Usa soffro delle commissioni di intermediazione troppo elevate per la parte di portafoglio che voglio destinare agli States… Ho qualche titolo, ma ne vorrei di più..
Per quanto riguarda l’opportunità di entrare sul mercato, direi che è opportuno guardare oltre i classici indicatori grafici/tecnici di trend, perchè se aspettiamo in cambiamento del trend in termini canonici…
Adesso è necessario combinare considerazioni di tipo fondamentale a quelle più tecniche ed in particolare “intermarket” (convenienza delle azioni rispetto ai bond, eccessi in alcuni assett quali appunto bond e oro,ecc…).
A tal proposito vi segnalo questo interessantissimo articolo dell’ottimo Francesco Caruso http://www.francescocaruso.ch/il-sonno-della-ragione/
Intanto qualche acquisto si può fare: http://goldenfriday.blogspot.com/2011/08/dal-pensiero-allazione-diasorin-entra.html
Per gli amanti della statistica…i mercati potrebbero essere un’opportunità…
Da intermaketandmore—Dream Theater
http://intermarketandmore.finanza.com/grafico-di-lungo-termine-timing-da-meditazione-33286.html
Grazie della segnalazione!
Ciao e complimenti,
Il titolo ha tenuto abbastanza bene alla tempesta di luglio, quindi l’analisi è stata confermata.
Posso chiederti una mano per capire il calcolo degli indici?
Il ROI 2010 è pari a 14,5%, ossia l’ebit diviso 10.969K€–>non trovo quest’ultimo numero.
Il totale attività 2010 di 14.693 K€ è spezzato in IM+INT+AC ma manca un 10% della somma (1.436K€).
Scusa il disturbo sai, io per esempio avrei calolato un ROI di 11%!
Vorrei capire dove sbaglio, anche se poi sappiamo tutti che la cosa importante è avere uniformità nella comparazione.
Ciao
Ciao ino,
insomma, mica ha tenuto tanto bene, ha perso 2$ da quando ho fatto l’analisi. Certo tra mercati e il recente disastro non hanno certo aiutato!
Comunque il Roi io lo calcolo come Ebit / Capitale Investito. Capitale Investito = Patrimonio Netto + Indebitamento Finanziario Lordo.
Il totale delle attività non coincide, perchè riporto solo le voci che mi interessano ai fini dei miei calcoli!!
Ciao ragazzi,
giusto un update sul caso Rambus.
Finalmente la giuria californiana (dopo aver attentamente valutato le posizioni delle tre aziende coinvolte..
ci ha messo un pò di tempo rispetto alla media americana ma si tratta pur sempre di una causa che ha richiesto
l’intervento di diversi periti tecnici..) ha prosciolto Micron da tutti i capi d’accusa di Rambus (spedendo
tra l’altro Rambus nel profondo degli abissi nel giro di poche ore di contrattazione… e MU a +23%).
Superato questo pericolo imminente, Micron ora deve fare i conti con il ciclo economico, soprattutto con i prezzi
delle DRAM.
Durante l’ultimo quarter, per la prima volta nella storia di MU il fatturato relativo alle Flash Memory ha superato
quello delle DRAM. Ciò non è solo dovuto a come stanno cambiando i consumi in questo settore, ma anche al fatto che
ormai le DRAM sono a tutti gli effetti una commodity, e che i prezzi sono attualmente vittima di una speculazione al
ribasso così forte da indurre la maggior parte delle aziende produttrici di questo dispositivo a porsi la questione
su se valga la pena di continuare con margini così bassi.
Probabilmente nei prossimi mesi/anni si assisterà ad un consolidamento che vedrà il numero di aziende produttrici di
DRAM diminuire in numero e ritagliarsi fette di market share sempre più grandi.
A quel punto probabilmente i prezzi torneranno su livelli che consentono una redditività allineata con gli investimenti
necessari a produrre i prodotti con il miglior rapporto tra prezzo e shrink tecnologico.
Insomma, conviene attendere ancora un pò per capire se questo problema è ormai cronico oppure passeggero.
Ciao
Nicola