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Dopo aver analizzato nel post precedente due fondamentali indicatori di redditivà (il Roa ed il Roi), oggi andremo ad approfondire il discorso sull’ultimo e quello per me più importante.
Il Roe, acronimo che sta per Return On Equity, esprime appunto il ritorno che si ha sul patrimonio netto.
Il calcolo del Roe è molto semplice, basterà prendere l’utile netto e dividerlo per il patrimonio netto societario (o meglio una media tra quello dell’inizio dell’anno e quello della fine dell’anno), in questo modo avremo appunto il “rendimento” del patrimonio.
Di conseguenza il Roe dovrà necessariamente essere superiore al tasso risk free, altrimenti il managment non avrà fatto un bel lavoro; proprio perchè investire il proprio capitale in un’attività che fa guadagnare meno (per giunta con un rischio maggiore) non ha decisamente senso.
Tuttavia il Roe è importante anche che sia superiore al costo del capitale proprio ( = Risk Free + (Beta * Premio per il Rischio), ma questo discorso lo vedremo più avanti, quando approfondiremo il rapporto tra Roe e P/Bv; diciamo che comunque un Roe superiore al 12% sarà quasi sempre un valore buono (è ovviamente importante anche confrontare il suo valore rispetto ai rivali di settore!).
Il Roe è uno degli indicatori a cui personalmente do più importanza, proprio perchè è il più semplice ed evidente metodo per confrontare aziende e soprattutto valutare l’operato e la capacità di creare valore per gli azionisti da parte del managment; diversi saranno gli approfondimenti e i post legati a questo indicatore di redditività nella parte didattica. Vedremo il rapporto tra P/E e Roe, il significato del Roe Netto, la scomposizione del Roe al fine di valutare la possibilità di usare l’effetto leverage e infine, come anticipato, il rapporto che intercorre tra Roe e valore di libro (o book value). Inoltre vedremo anche alcuni aspetti rispetto ai quali bisogna stare attenti nel valutare il Roe, soprattutto i buyback e appunto, come detto sopra, l’effetto leverage.
Nel frattempo però vi basti sapere cos’è, come si calcola e qual’è il suo significato; questo il grafico riassuntivo (in giallo i dati utilizzati, cliccate per ingrandire!):
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3 novembre 2008 alle 13:20
ho notato che la prysmain ha un roe del 102.5% contro un p/e itorno ai 6. per quello sono curioso su questo titolo.
3 novembre 2008 alle 14:17
Credo che limitarsi al solo rapporto Ebit/Cin sia limitativo per il Roe. Occorre soffermarsi anche sul rapporto D/E e come questo sviluppi il conseguente effetto leva. In periodi come questi dove l’accesso al credito si sta facendo piuttosto problematico e i tassi e i margini non sono più quelli di un anno fa, l’indebitamento diventa uno dei parametri più importanti.
Hai senz’altro cognizione di importanti aziende italiane che un anno fa avevano una PFN positiva, mentre oggi è decisamente negativa.
Complimenti per l’ottima esposizione.
3 novembre 2008 alle 15:21
Tutto giusto Paolo! Farò un approfondimento sulla scomposizione del Roe, così vedremo più in particolare il tuo discorso!
A presto e grazie dei complimenti!
4 novembre 2008 alle 16:43
[...] ricordo inoltre che è da poco disponibile un altro post didattico, questa volte sul Roe! Segnala articolo su: Stampa articolo Invia per email [...]
10 novembre 2008 alle 9:43
[...] indicatori di redditività sono decisamente buoni con il Roe al 22% (il costo del capitale proprio è dell’8.59%, per [...]
13 novembre 2008 alle 14:29
[...] necessariamente avere il Roa maggiore del costo del denaro e il Roe maggiore del 10% (così ci assicuriamo un minimo di [...]
16 novembre 2008 alle 16:16
[...] l’incremento delle disponibilità liquide di fine anno) e l’alta redditività (Roe Medio a 3 anni pari al 22% e superiore al costo del capitale proprio di 2 volte, Roi Medio al 18.7% [...]
20 novembre 2008 alle 23:33
[...] redditività è alta, il Roe è pari al 28% e il Roe medio a 3 anni è vicino al 27% (inoltre, data la bassa payout ratio, anche [...]
26 novembre 2008 alle 19:49
[...] per quanto riguarda i multipli e indicatori, abbiamo Roe medio a 3 anni al 32% (30.8% quello dell’ultimo anno e un Roe Netto altissimo), Roi ben sopra [...]
1 dicembre 2008 alle 16:56
[...] la redditività, che lui misura come rapporto tra Ebit e totale delle immobilizzazioni nette dell’azienda sommate al capitale circolante (meno la cassa più i debiti finanziari a breve), o per una maggiore semplicità afferma di poter usare ugualmente il Roa, ovviamente preferendo le azioni che presentano questo valore più alto [...]
1 dicembre 2008 alle 20:14
[...] necessariamente sopravvalutata, perchè il rapporto P/BV è influenzato da due fattori: il Roe e la forza marchio (brand) della [...]
2 dicembre 2008 alle 16:39
[...] forte utilizzo della leva è dovuto a una redditività alta, in particolare il Roe è del 32%, il Roi del 56% (il WACC con un beta di 0.74 è di 8.64%) ed infine il Roa è del [...]
8 dicembre 2008 alle 19:49
[...] redditività è alta, con il Roe al 23% (molto superiore al costo del capitale proprio, pari all’11.92%), il Roi superiore [...]
11 dicembre 2008 alle 14:53
[...] medio è del 53.9%, ben superiore al WACC (che con un Beta di 1.11 mi viene appunto del 9.88%), il Roe medio è intorno al 17% e giutificherebbe un P/BV sopra l’unità (invece attualmente è inferiore [...]
15 dicembre 2008 alle 20:24
[...] di bilancio, un approfondimento sul rendiconto finanziario, la redditività di un’azienda (qui il Roe, qui il Roa ed il Roi) e infine i multipli di prezzo (qui il PSR e l’Ev/Ebit, qui il P/BV, [...]
28 dicembre 2008 alle 20:02
[...] eccellente con Roe medio a 5 anni del 22% (costo del capitale proprio intorno al 12%), Roi medio a 5 anni del 29% [...]
17 gennaio 2009 alle 15:57
[...] glossario sui bilanci, qui un approfondimento sul rendiconto finanziario, qui il Roa ed il Roi, qui il Roe, qui i principali indicatori d’indebitamento, qui il P/E, qui il P/BV, qui il PSR e [...]
4 febbraio 2009 alle 11:49
[...] redditività è piuttosto alta: Roe medio a 5 anni superiore al 17% (con un Costo del Capitale Proprio del 10.55%), il Roi medio è di 17.33%, anche [...]
17 febbraio 2009 alle 13:55
[...] non altissima, il Roe e il Roa non sono del tutto sufficienti (il primo inferiore al costo del capitale proprio e il [...]
26 febbraio 2009 alle 21:44
[...] comunque andiamo ad approfondire il Roe e in particolare la relazione (il cosìdetto schema DuPont) che lo lega ad altri due indicatori di [...]
9 marzo 2009 alle 11:07
[...] vedere il Roe Netto (se avete bisogno di una rinfrescata sugli indicatori di redditività, cliccate qui). Il patrimonio netto, è di fatto ciò di cui dispone la società “in partenza”, [...]
23 marzo 2009 alle 20:17
[...] un patrimonio netto di 742 milioni di euro, quindi quotiamo ben sotto il book value, nonostante un Roe che potremmo ipotizzare intorno al 20% e soprattutto nonostante una posizione finanziaria netta [...]
6 aprile 2009 alle 19:08
[...] redditività con Roe Medio a 5 anni del 14% (superiore al 9.5% del costo del capitale proprio, per un moltiplicatore di [...]
3 maggio 2009 alle 17:08
[...] altissima, con Roe a 5 anni a quota 26% (ed in crescita), Roi a 5 anni sempre a quota 26% (anche questo in crescita) [...]
4 maggio 2009 alle 21:49
[...] redditività non è delle più alte, il Roe è intorno al 7% e inferiore al costo del capitale proprio (9.15% con un Beta di 0.83), mentre il [...]
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12 maggio 2009 alle 13:57
[...] Roe dev’essere maggiore del 12% (valore medio del Costo del Capitale Proprio tra i tre indici, [...]
18 maggio 2009 alle 17:02
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30 maggio 2009 alle 15:52
[...] crescita della redditività come dicevo è stata veramente forte ed ormai i valori del Roe (24.5%), del Roi (30%) e del Roa (7%), sono assolutamente di [...]
30 maggio 2009 alle 15:53
[...] livello di redditività abbiamo un Roi ed un Roe modesti, (3% il primo, poco sotto il 4% il secondo) ed infine andando a vedere il prezzo abbiamo un [...]
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