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D’Amico International Shipping: analisi fondamentale e di bilancio 2010

Uno sguardo ai bilanci, ratios e al possibile futuro della società D'Amico Internation Shipping!

mercoledì, 24 novembre, 2010 , ore 10:50 - 7 Commenti

Buongiorno a tutti i lettori, sono purtroppo ritornato in terra italica, ma questo significa che, almeno inizialmente, dovrei avere più tempo da dedicare al blog. Oggi ripartiamo subito con un’analisi, la società, come da titolo, è D’Amico International Shipping. Il settore di appartenenza come si può immaginare è quello del trasporto marittimo e in particolare la società opera nel settore delle navi cisterna, imbarcazioni per il trasporto di prodotti petroliferi raffinati, prodotti chimici ed oli vegetali.

 

Facile immaginarsi la ciclicità del settore. Tre indici che ci possono essere utile per tenere sotto controllo lo stato di salute di questa industria sono: il “Tanker” e il “Container” della Capital Link e il “Baltic Clean Tanker Index”. Vediamoli tutti e tre in quest’ordine:

 

 

 

 

Vedendo gli storici (in particolare dei primi due che hanno storico più lungo), è facile immaginarsi l’andamento del settore e dei conti della nostra D’Amico. Interessante, anche nel breve termine, la correlazione tra D’Amico e il CL Container Index:

 

 

indubbiamente si muovono in maniera abbastanza coordinata, quindi importante tenere d’occhio il trend di fondo di quest’indice.

 

In ogni caso passiamo ora alla vera e propria analisi del bilancio e per farlo questo è il consueto foglio di lavoro excel con tutti i dati, multipli, ratios e indici di bilancio dal 2007 ad oggi:

 

 

Come si può vedere il calo dei ricavi, il crollo della marginalità e il dimezzamento degli investimenti mostrano tutta l’esposizione della società ai cicli economici. Un aspetto importante però per una società con dimensioni così ridotte, lo si nota nella situazione patrimoniale, che fino al 2007 e 2008 era più che solida. Questo ha permesso di avere un certo “margine di sicurezza” nell’ultimo anno, con il debt/equity (utilizzando sia l’indebitamento finanziario lordo che quello netto) ancora sotto l’unità. Va detto però che la tendenza dei principali indici che dovrebbero valutare la solidità patrimoniale è in peggioramento.

 

Spostando l’attenzione sui multipli di prezzo, vengono galla tutti i problemi nel valutare una società ciclica. Se si guarda all’ultimo anno si ha quasi tutto in negativo, se si guarda sulle medie a 4 anni si potrebbe pensare ad una certa sottovalutazione. Stesso discorso per il P/BV addirittura sotto l0 0.5, che sarebbe più che giustificato da un Roe in negativo nel 2009, ma non immaginabile con il Roe a 4 anni (superiore al 25%).

Con il DFCF mi viene un prezzo in una forbice tra 1.17 e 1.24, utilizzando però le CapEx “nette”, ovvero considerando la generazione di cassa determinata dalla vendita di vecchi investimenti, che però come si può leggere in diversi prospetti fa parte del “core business” della società.

 

In conclusione il giudizio è “Neutrale”, forse un po’ influenzato dal momento del ciclo economico in cui ci troviamo, però difficilmente mi sento di sbilanciarmi di più. In ogni caso di trimestrale in trimestrale gli obiettivi per D’Amico saranno (oltre alla crescita ovviamente, riapparsa nell’ultima trimestrale): il ritorno all’utile, l’inversione nella tendenza negativa dei principali ratios patrimoniali e una maggior stabilizzazione dei flussi di cassa. Se questi obiettivi verranno rispettati e perseguiti nel tempo, allora il giudizio ( e la quotazione!) potranno migliorare di conseguenza.

 

 

 

 

 

 
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Categorie : D'Amico, Neutrale
 
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7 Commenti

  • # wpmp_switches
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    Hi Ric,

    minchia mai sai tutto, persino gli indici appositi e specifici su questo particolare settore!!

    Ma come fai a beccare sti indici?

    In rete tramite ricerche approfondite o in qualche manuale per professionals?

    Comunque post fatto benissimo come al solito!!

    Ciao!

    :D

  • # wpmp_switchet
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    utilizzi il

    Bussolotto

    :roll:

  • # wpmp_switcheu
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    ciao, grazie per l’analisi. piaciute le arance e le clementine ?

    ciao

  • # wpmp_switchev
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    @Fab: I vari indici quotati sul Baltic Exchange sono piuttosto famosi! ;-) Peraltro adesso (in particolare il Baltic Dry Index), vanno molto di “moda” come anticipatori/termometro dell’economia reale (non dei mercati attenzione!!).

    @Enrico: esatto! :-P

    @Silvio: inviata mail e fortemente consigliate a tutti!!!

  • # wpmp_switchew
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    Hi Ric,

    grazie della risposta!!

    Sarà sicuramente come dici tu!!!

    Ma appunto la domanda te l’avevo fatta perchè nè su Gurufocus e nè su Motley Fool ne avevo mai sentito parlare!!

    Ovviamente magari ne hanno parlato anche lì e io me la sono persa!!

    Ma c’è pò stà: tu sei quasi un Pro, io sono solo un medio amateur!!

    Ciao! :D

  • # wpmp_switchex
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    Ciao Riccardo,
    vorrei fare qualche considerazione su D’Amico e su questo settore.

    Dopo il boom del settore del 2007-2008, in cui per un affitto giornaliero di un tanker si pagavano anche 80,000 $, molti sono entrati in questo business e quelli che c’erano hanno fatto tantissimi ordinativi di nuove navi, specialmente nei cantieri dell’estremo oriente (in Corea innanzitutto).

    Ma cio’ che aveva fatto la fortuna di queste aziende, e’ stata anche la loro rovina, visto che attualmente il vero problema non risiede nella mancanza di domanda ma nell’enorme offerta: ci sono molte piu’ navi in giro (ed in costruzione) di quante ne potranno mai servire nei prossimi anni.

    Confesso che queste cose ho dovuto capirle a mie spese, visto che non
    avevo una grande conoscenza di questo tipo di business. Considero D’Amico
    un’azienda dal grande potenziale ma inserita in un contesto che potrebbe
    non essere semplicemente… ciclico.

    Molti (come ha fatto anche D’Amico all’interno della JV Glencore) se possono
    si affidano ai cavilli legali per disdire gli ordini, ma solo un cambiamento
    della regolamentazione (come e’ successo qualche anno fa quando si e’ dovuti
    passare dalle navi singolo fondo a quelle doppio fondo) potrebbe migliorare
    la situazione costringendo le aziende a rottamare.

    I prezzi, dunque, sembrano destinati a soffrire ancora, e con essi la capacita’
    di queste aziende di andare sopra il break even.

    Buona giornata

    Nicola

  • # wpmp_switchey
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    Wow, grazie mille dell’ottima analisi Nicola, come sempre molto apprezzata!! ;-)

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