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Biancamano, analisi fondamentale e di bilancio (maggio 2010)

Gruppo Biancamano: analisi fondamentale e di bilancio aggiornata al 2010!

domenica, 9 maggio, 2010 , ore 14:03 - 46 Commenti

Buonasera a tutti i lettori. Nonostante dopo i recenti sviluppi borsistici, parlare di analisi fondamentale mi sembra quasi superfluo, proviamo a tirare giù un’analisi di un titolo che mi avete richiesto. Biancamano è una holding di partecipazione che opera nel settore di igiene ambientale, principalmente tramite due controllate: Aimeri Ambiente (igiene urbana) e Ponticelli (impianto di stoccaggio e smaltimento rifiuti). Recentemente ha effettuato un acquisto importante (in termini di onerosità), che dovrebbe portare secondo analisti e guidance ad un forte incremento del giro d’affati e ricavi.



In ogni caso, andiamo a vedere i principali numeri di bilancio di Biancamano riferiti agli ultimi 5 anni di operazioni:





A questo punto possiamo partire con l’analisi e i commenti principali, ovviamente con l’appoggio dei principali multipli e indicatori di bilancio:




  • il conto economico presenta una buona crescita a livello di fatturato, che peraltro dopo l’acquisto di cui ho parlato sopra (Manutencoop) è previsto aumentare ancora sensibilmente, tuttavia i buoni risultati ottenuti ”a monte”, non sono riusciti ad arrivare ”a valle” alla fine della filiera, con i margini non altissimi e che soprattutto mostrano una tendenza negativa (per carità la congiuntura economica ha fatto tutto tranne che aiutare in quest’aspetto), a pesare sono soprattutto l’aumento dei costi per i servizi e per il personale:






  • la redditività è modesta e purtroppo anche questa,  nonostante la crescita del fatturato, ha mostrato una tendenza negativa e di  deterioramento, che ai livelli attuali porta i principali e più importanti indicatori di redditività (Roa e Roi per quanto mi riguarda) a livelli insufficienti e un turnover degli investimenti che da 0.96 del 2006 è arrivato a 0.49 nel 2009, sintomo di un’efficienza sempre minore, peraltro il WACC nel 2009 (calcolato a modo mio) è ben superiore a Roi e Roa:





  • a livello di struttura finanziaria è però dove arrivano le notizie peggiori: l’utilizzo della leva è sempre stato importante, con il totale delle attività che è arrivato ad essere anche 22 volte il patrimonio netto (nel 2006) e che comunque ora, a fronte di un redditività mdoesta come abbiamo visto, è di quasi 6 volte maggiore; inoltre a livello di indebitamento finanziario, abbiamo un debt/equity di 3.4 e un debt/ebitda di 8.4 (utilizzando l’indebitamento finanziario lordo e non quello netto), valori che posso decisamente preoccupare (anche utilizzando l’indebitamento finanziario netto cambia poco comunque):






  • passiamo poi al rendiconto finanziario, parte fondamentale del bilancio: il circolante è sempre molto elevato (in rapporto ai ricavi) e soprattutto in forte espansione negli ultimi anni, questo ha ridotto sensibilmente l’operating cash flow e con l’aumento delle CapEx il Free Cash Flow è negativo e in peggioramento, non è quindi difficile capire perchè, insieme alla recente acquisizione, l’indebitamento sia schizzato:





Infine a livello di prezzo è un po’ difficile da valutare, perchè i flussi di cassa sono inconsistenti e utilizzando l’Enterprise Value il debito appesantisce molto la valutazione.  Ma tuttavia anche dei ”classici e abusati” P/BV e P/E non suggeriscono certo una forte sconto. Valutazione che peraltro con il DFCF, utilizzando la solità severità (anche se di fatto faccio raddoppiare i ricavi in due anni, così come prevede la guidance), non viene nemmeno significativa, con FCF negativi ancora per qualche anno.


In sostanza visto così il titolo non mi piace, ciò che è assolutamente fondamentale per un apprezzamento azionario sarà il riuscire ad accostare alla crescita dei ricavi un miglioramento dell’efficienze e della gestione dei costi (miglioramento dei margini), con conseguente aumento della redditività e diminuzione dell’indebitamento. Detto ciò, allo stato attuale, ne starei lontano, perchè il rischio sembra essere ben maggiore del reward.



Infine una domanda: vi piacciono i grafici? sono utili? oppure meglio tutto a parole? Datemi il vostro feedback!




 
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Categorie : Biancamano, Sopravvalutato
 
Analisi Fondamentale

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46 Commenti

  • # SN_investireoggj

    Ho la possibilità di entrare in contatto con il direttore finanziario della società, se vuoi gli presento il tuo studio e gli chiedo magari qualche spiegazione e confronto. Cosa ne pensi? :-)

  • # SN_investireoggk

    Ciao Gipa, molto molto volentieri! :D

    Mandami quando vuoi una mail!

  • # SN_investireoggl

    Ciao Riccardo,

    a mio parere i grafici sono ottimi e, forse per la mia forma mentis da ingegnere, li capisco un po’ meglio…se poi, come nel tuo caso, sono accompagnati anche da una solida spiegazione verbale, non se ne potrebbe fare a meno.

  • # SN_investireoggm

    Concordo con Luca.
    Apprezzo molto i grafici, anche perché mostrano l’evoluzione “storia” del tal parametro.

    Se mi posso permettere, ne aggiungerei uno:
    total deb./utile.

    Così, per avere, un’idea del numero di anni che ci vorrebbe per ripagare il debito … poi si sa che tanto non lo fa nessuno.
    :-)

    Ad ogni modo, complimenti per i grafici e per le analisi.

    Ciao
    Francesco

  • # SN_investireoggo

    Scusami ma stavolta sono in disaccordo con la tua analisi. Quando parli di indebitamento non puoi mettere tutto dentro un calderone: infatti lì dentro trovi i debii per leasing e i debiti vs banche per anticipi su fatture. Queste voci pesano per oltre il 65% sulla PFN e non possono essere considerate come se fossero debiti finanziari vs una banca.
    Concordo invece con te sulla bassa redditività.

  • # SN_investireoggp

    Ciao Francesco! Ti rispondo per prima a te…

    Innanzitutto ti ringrazio per la precisazione, quando il titolo non è di mio grandissimo interesse, spesso non “spulcio” a fondo il bilancio e qualcosa mi sfugge!

    Detto ciò, io la PFN sostanzialmente non la uso più, se non “aggiustata” e solo in termini di valutazione con il DFCFM, ma per valutare la sostenibilità del debito non la reputo sufficiente. Comunque, effettivamente i debiti verso le banche per gli aniticipi sulle fatture sono da levare, mentre personalmente ho sempre considerato come debiti finanziari da inserire nel calcolo dell’indebitamento finanziario lordo (e a suo tempo per la PFN) i debiti per leasing, come mai escluderesti anche questi? Nell’attivo ci sono le immobilizzazioni in leasing e d’altronde rappresenta un costo “fisso” (anche perchè se smettesse di pagare “perderebbe” la proprietà), quindi io non li leverei.

    In ogni modo fammi sapere il tuo pensiero e appena ho 5 minuti, aggiusto intanto per quanto riguarda i debiti per gli anticici sulle fatture! ;-)

  • # SN_investireoggq

    Ciao Luca e Ciao FB!

    Allora direi che l’esperimento dei grafici si può ripetere, comunque (rispondendo in questo modo a Francesco sul grafico debito/utile) ogni volta ne metterò di diversi a seconda di cosa voglio sottolineare e comunque, se posso, eventuali aggiunte le metto sempre!

    A presto! ;-)

  • # SN_investireoggr

    Ciao Luciano, grazie della sgenalazione…cosa volevi sottolineare in particolare?

  • # SN_investireoggs

    Allora Riccardo, ti spiego perche, secondo me, neanche i debiti per leasing sono da considerare.
    I canoni di leasing influiscono sul risultato di esercizio e vanno ad abbattere l’utile. Quindi qundo andiamo a calcolare la redditività dell’azienda già abbiamo considerato i costi per i leasing. Il leasing lo vedo come un costo d’esercizio, un canone di affitto, che incide sulla redditività e non un debito. Tralaltro a fine commessa i mezzi andranno tolti dalle immobilizzazioni.

  • # SN_investireoggt

    Ciao Francesco, ti ringrazio molto della risposta e delle precisazioni.

    Devo dire però che mi sa di quelle questioni in cui ognuno ha ragionevoli motivazioni per sostenere le proprie tesi e, di conseguenza, ognuno fa a modo suo nel momento in cui analizza un titolo. Lo dico perchè, le tue motivazioni sono correttissime e comprensibilissime, ma io continuo a vederlo come un debito (che poi, volendo complicare ancora le cose, anche i debiti vs banche, li vedo alla stregua di un costo d’esercizio, però, di conseguenza, uguali a quelli per leasing…ma qui cambio un po’ le carte in tavola!).

    A presto e in ogni caso correggimi e criticami sempre quando puoi, che fa bene a tutti credo! ;-)

  • # SN_investireoggu

    “… che fa bene a tutti credo!”.
    Confermo!
    Sono proprio utili queste disquisizioni, … molto corrette.
    Che fanno pensare a questi dati di bilancio e capire meglio il loro significato.

    Ma che alla fine penso che non bisogna mai dimenticare che, possono solo portare al valore (alla “giusta” valutazione) non odierno ma passato della societá, in quanto si basano sui dati del suo esercizio avvenuto mesi prima.
    Ovvero ciò che noi stabiliamo dai dati della società è comunque quanto vale sulla base a quanto HA FATTO nel passato.
    In quanto a fine maggio valutiamo sui dati relativi a fine marzo, quindi (quando ci va bene) di 2 mesi fa!

    Nulla impedisce che nel frattempo il business sia peggiorato e sia andato ad erodere quel valore che noi, con tanta accuratezza, eravamo andati ad individuare. (magari anni prima, quando siamo entrati)

    Per questo, ritengo (almeno io personalmente) altrettanto importante sapere quanto quel business è “robusto” a possibili cambi di scenario.

    Ad esempio non mi piace chi ricorre troppo all’effetto leva, perché può essere che da un giorno all’altro ti ritrovi a dover pagare più di quanto ci guadagni ed andare ad erodere i guadagni passati, e quello che era un business fantastico diventa un incubo.

    Ma sicuramente ci possono essere molti altri aspetti che possono incidere sulle ipotesi di stabilità (o crescita) di un business e di conseguenza sul valore di una determinata azienda.
    Purtroppo non è detto che siano tutti riscontrabili solo da una attenta analisi del bilancio e/o dalla corretta imputazione/catalogazione delle varie voci.

    Francesco

  • # SN_investireoggv

    Ho letto con interesse l’analsi di Riccardo. Il trimestrale del 14 Maggio ha mostrato un recupero in redditività oltre al boom del fatturato. è ovvio che Biancamano ha raggiunto le dimensioni massime per il momento – e sarebbe rischoioso espandersi ancora. Il mercato di rifermento non è maturo ed i contratti riaggiudicati sono anche a condizioni più favorevole; Adesso sono entrati nel business dei rifiuti ospedalieri più redditizio, quindi il business model non è malato. Tutti gli utility hanno debiti stratosferici che in alcuni casi superanno il fatturato, ma a causa delle dimensioni hanno un peso maggiore in borsa per il reddito ‘garantito’ e sono costretti ad offire dividendi forse insostenibili. Molti di questi spendono millioni e contendono centesimi per la ‘liberalizzazione’ dei mercati di energia. Biancamano non soffre di pressioni di questo genere, solo dei tempi di permessi e pagamenti statali. I’ideale sarebbe una riduzione del debito, certo e magari un accordo con Hera che opera i termovalorizzatori. Quest’anno incassano 25 millioni dalla Sicilia che abbate i costi del start-up della concessione li. Niente paura – chissa se non ci pùo essere un OPA sulla società – penso al quello su BIFFA in Gran Bretagna 2 anni fa – al multipli di 25 volte.

  • # SN_investireoggw

    Anche io ho provato a fare il parallelo con i debiti v/banca, ma in quel caso la cifra che figura nel debito è la quantità di denaro che a scadenza dovrò restituire alla banca (mentre gli interessi sono un costo). A fine commessa invece io non dovrò restituire niente alla società di leasing, che si riprende i mezzi e basta.
    Comunque ben vengano i dialoghi costruttivi, ti leggo apposta :)

  • # SN_investireoggx

    salve a tutti..sono nuovo di questo forum anche se ho azioni di questo titolo da mesi ad un prezzo di 1,48…sul sito fineco websim gli da un target a 2,80 già da gennaio…se il titolo non sale nonostante la trimestrale ottima è perchè non ci sono ancora gli istituzionali e se questi ancora non entrano su un titolo del genere è perchè si preannuncia una discesa dell’indice di borsa..non trovo altre spiegazioni…in breve non è ancora tempo per entrare in b

  • # SN_investireoggy

    @ FB: beh, inutile dire che concordo in pieno! Il bilancio, peraltro molto difficile da leggere per bene, ci dice qualcosa; i multipli, il prezzo e il grafico ci aggiungono altre informazioni utili, ma poi la differenza, come ho sempre detto, la fanno gli “intanglibles” e quindi il saper interpretare bene il business e le prospettive future!

    @ Robert: ti ringrazio molto del commento “tecnico” e direi, da super-informato! Indubbiamente le utility, quelle italiane poi, presentano spesso bilanci inavvicinabili e per quanto mi riguarda nemmeno mi viene in mente di guardarli! Biancamanon quantomeno ha prospettive di crescita decisamente migliori e di conseguenza anche migliori prospettive di riduzione del debito, però, per il mio profilo di rischio, fin quando i margini non incominceranno a crescere (e con essi la redditività) e il debito a diminuire, il riks/reward per me è troppo alto! ;-)

    @ Francesco: per carità, il tuo discorso ovviamente fila, però non riesco a non considerarlo come un debito! :-P In ogni caso aspetterò sempre i tuoi suggerimenti e consigli!

    @ gi: ciao gi e benvenuto! Indubbiamente tempo per entrare non lo era (e a mio parere ancora non lo è), volatilità inesistente, scarsa percezione del rischio e indici a +90% dei minimi, mentre ora siamo di fronte a volatilità in esplosione e indici in picchiata, quindi direi che bisogna avere un po’ di pazienza! In ogni caso, non dare retta ai TP, anche perchè a me viene intorno a 1.2 euro, quindi la soggettività conta troppo! ;-)

  • # SN_investireoggz

    ciao Riccardo,
    Non sarà facile distoglierti dal giudizio “sopravalutata”, ma Biancamano mi sembra proprio il contrario. Il bilancio del primo trimestre è abbastanza chiaro (con redditività in aumento), sopratutto la spartizione e spiegazione del debito – incluso il factoring, tipico delle aziende in forte crescita (che, e vero, impatta sulla redditività). Penso che la gestione sia intelligente e improntata alla crescita sostenibile; basta considerare che stanno costruendo un sito per il riciclaggio della spazzatura elettronica (pronto a settembre) – vedi la legge “uno contro uno” che sarà in vigore dal 18 Giugno. C’è “l’investor day” alla borsa il 10 Giugno. Molto più trasparente, direi, che molte aziende italiane, nonostante sia un holding lussumbergese. L’investor relator reponde pure alle interrogative. Paga un dividendo quest’anno non esagerato – (l’anno scorso serviva la cassaforte per l’acquisizione di MSA).
    Forse il momento di borsa continuarà a penalizzare le piccole, ma questo è un titolo da accumulare

  • # SN_investireogha

    Ciao Riccardo,

    anche se non centra una mazza, ti vorrei fare una domanda su un indice che si trova a pagina 575 del capitolo 14 del libro:

    “Financial Accounting. Costruire e leggere il bilancio secondo i principi contabili internazionali” McGraw-Hill, R. Libby

    Potete eventualmente scaricare gratuitamente il capitolo 14 ( analisi di bilancio per indici) e a pagina 575 è descritta tutta la la logica dell’indice!

    Di seguito il link per scaricare:

    http://www.ateneonline.it/libby/areastudenti.asp

    Comunque veniamo a questo famigerato indice:

    Qualità dell’utile = Flusso di cassa derivante dall’attività operativa/ Utile Netto

    Se > 1 Utile di alta qualità, se < 1 utile di bassa qualità!

    Ma non sarebbe meglio invece mettere al posto del flusso di cassa derivante dall'attività operativa, il Free Cash Flow che è il vero flusso di cassa che si va ad analizzare per stabilire se la società potrà pagare i debiti, fare payback azionario, pagare dividendi e finanziare in parte l'espansione?

    Se "i flussi di cassa regnano sovrani" come dicono la maggior parte degli analisti a Wall Street, perchè non mettere al numeratore il flusso di cassa principe e cioè il Free Cash Flow???

    Let me know if you fell like!!

    Have a nice weekend!!

  • # SN_investireoghb

    Ciao Riccardo,

    nel post precedente al posto di “payback” intendevo scrivere “buyback”!! E al posto di “fell”, ovviamente “feel”!! Scrivevo molto in fretta!!

    Comunque visto che ci sono, ti vorrei fare un altra domanda riguardante un altro indice !!

    Sempre facendo riferimento al capitolo 14 del manuale menzionato nel post precedente, a pagina 583 è descritta la logica di questo indice:

    Grado di indebitamento = Passività Totali/ Patrimonio Netto

    A suo tempo nel tuo Blog a tale proposito c’è stato uno scambio di battute fra te e un certo Gaetano alias “Scarso”!

    Di seguito il link:

    http://analisifondamentale.investireoggi.it/indebitamento-indicatori-e-ratio-debtequity-current-ratio-e-debtebitda-255.html

    Ma per tagliare la testa al toro definitivamente non sarebbe meglio utilizzare a tale proposito il quoziente di indebitamento rettificato???

    Vengo e mi spiego:

    Indice di Indebitamento rettificato = Passività totali / Patrimonio Netto Rettificato < 0,80 ( minore è, meglio è)

    E' un indice che usa Warren Buffett.

    Fonte: pag. 96 di "Warren Buffett e l'interpretazione dei bilanci", testualmente:

    "A meno che non stiamo considerando un'istituzione finanziaria, ogni volta che incontriamo un quoziente di indebitamento rettificato inferiore a 0,80 ( minore è, meglio è), esistono buone probabilità che la società in questione goda dell'auspicato vantaggio competitivo durevole di cui siamo alla ricerca"

    PS: rettificato perchè si aggiungono le azioni proprie al PN.

    Maggiori info sul libro:

    http://www.tecnichenuove.com/libri/warren_buffett_linterpretazione_dei_bilanci.html

    Che il test del quoziente di indebitamento così rettificato

    sia davvero efficace ( con la classica "prova provata!!") lo si può subito verificare a pagina 94, 95 e 96 del libro sopramenzionato dove anche cosa più importante viene descritta tutta la logica sottostante a questo tipo di rettifica e a parte questo per quello che può valere nel mio piccolo ho fatto qualche prova e ho visto che funziona, fra due competitors diretti vince sempre quello che lo ha < O,80 !!

    Domanda finale:

    Per tagliare la testa al toro definitivamente su tutta la questione( è meglio questo indice, no è meglio quest'altro ecc..) non sarebbe meglio utilizzare a tale proposito il semplice test sopramenzionato?

    In fin dei conti:

    "La semplicità è la massima sofisticazione" by Leonardo Da Vinci.

    Let me know if you feel like!!

    Have a nice Sunday!!

    :D

  • # SN_investireoghc

    Ciao Riccardo,

    ultimo post per oggi che potrebbe interessare tutti e che da tempo ti volevo chiedere, ne approfitto dell’occasione così mi levo il pensiero!!

    A pagina 571 del capitolo 14 del libro:

    “Financial Accounting. Costruire e leggere il bilancio secondo i principi contabili internazionali” McGraw-Hill, R. Libby

    ( Potete eventualmente scaricare gratuitamente il capitolo 14 “Analisi di bilancio per indici”

    Di seguito il link per scaricare:

    http://www.ateneonline.it/libby/areastudenti.asp)

    testualmente è scritto quanto segue:

    “Quando si calcolano gli indici, è importante sottolineare che nel bilancio gli importi dello stato patrimoniale si riferiscono a un punto esatto nel tempo ( la data di chiusura dello stesso), mentre i dati del conto economico si riferiscono all’intero periodo. Quando si raffronta un importo del conto economico con uno dello stato patrimoniale, è opportuno esprimere lo stato patrimoniale come media dei saldi di apertura e chiusura. Nella pratica, molti analisti usano semplicemente l’importo dello stato patrimoniale di fine periodo, ciò rappresenta un approccio adeguato soltanto se non si sono verificate variazioni significative agli importi dello stato patrimoniale. Per coerenza, durante l’analisi di questo caso si useranno sempre le medie degli importi”

    Io per comodità finora per le mie analisi sul mio portafoglio virtuale, ho utilizzato l’importo dello stato patrimoniale di fine periodo ma secondo me sarebbe più logico ( secondo me la logica esposta non fa una grinza!!) per il discorso sopramenzionato utilizzare la media dei saldi di apertura e chiusura dello stato patrimoniale quando si costruisce e si calcola un indice che mette a confronto un importo del conto economico con uno dello stato patrimoniale!!!

    DOMANDE:

    1)Che ne pensi??

    2)Utilizzi a volte questa modalità?

    Nell’attesa di un tuo eventuale feedback, ti auguro una buona domenica!!

    PS

    Che poi a voler esser precisi se si va a vedere il caso esposto nel capitolo 14 sopramenzionato, per media dei saldi di apertura e chiusura dello stato patrimoniale si intende l’importo medio derivante dalla somma dell’importo y dello stato patrimoniale per l’anno x e l’anno x-1 e si divide il tutto per 2.

    :mrgreen:

  • # SN_investireoghd

    Ciao Riccardo,

    avevo promesso qualche minuto fa che il precedente era l’ultimo post per oggi!!

    Ma non ho resistito: di seguito l’ultimo per davvero!!

    A quando un caso da manuale dove dai qualche esempio operativo su quello che hai scritto nel post 16?

    Di seguito il tuo post

    @ FB: beh, inutile dire che concordo in pieno! Il bilancio, peraltro molto difficile da leggere per bene, ci dice qualcosa; i multipli, il prezzo e il grafico ci aggiungono altre informazioni utili, ma poi la differenza, come ho sempre detto, la fanno gli “intanglibles” e quindi il saper interpretare bene il business e le prospettive future!

    Sugli ultimi tre punti che tu dici fanno la differenza, aspettiamo tutti una tua lezione magistrale su un caso operativo!!!

    Ovviamente ci accontenteremo di una sola e unica lezione a tale proposito perchè è scontato che per quanto tu possa incarnare il migliore spirito accademico americano riassumibile in tre parole “sharing your knowledge”, non ci puoi passare ferri del mestiere così importanti e determinanti che fanno davvero la differenza fra essere un normalissimo analista e un ottimo analista!!

    Ripeto: ci accontenteremo di una sola “case history” articolata per bene nei tre punti!!

    So benissimo che la momento non ti è possibile perchè sei impegnatissimo ma magari entro la fine dell’anno una sola ed unica “case history” a tale proposito sarebbe molto ma molto gradita!!!!!!

    Buona Domenica!!

    :D

  • # SN_investireoghe

    Ciao Riccardo,

    mi ero scordato di farti un’altra domanda su un indice!

    Visto e considerato l’importanza dei flussi di cassa e del pagamento degli interessi dovuti, molti analisti utilizzano l’indice di copertura della cassa piuttosto che il tradizionale indice di copertura degli interessi passivi!!

    A pagina 582 e 583 del capitolo 14 del libro e link indicati nel mio 18esimo Post ci sono tutti i dettagli sulle logiche e i relativi pro e contro!!

    Definizione degli indici:

    Indice di Copertura degli Interessi Passivi:

    Utile Net.+Int.Pass.+Deb.Imposte Redd./ Int.Pass.

    Indice di copertura della cassa:

    Flusso di cassa dell’attività operativa al lordo degli interessi e delle imposte pagate/ Interessi pagati (dal rendiconto finanziario)

    DOMANDE:

    1)Comunque tu se lo usi, quale usi dei due e perchè?

    2)Vista la tua esperienza e competenza, che tu sappia sull’argomento esiste un terzo indice ancora più efficace dei due sopramenzionati?

    Comunque,secondo me è meglio usare il secondo anche se il primo per quello che ho capito è ancora usato abbastanza!

    Grazie in anticipo per eventuale risposta!

    :D

  • # SN_investireoghf

    Ciao Robert,

    per carità prontissimo a cambiare idea! E peraltro in un periodo economico come questo vedere una società (per giunta in Italia) che raddoppia i ricavi è decisamente raro. Tuttavia, non conoscendone la storia e il managment e facendo una “fotografia” del bilancio, quel che ne viene fuori è che il managment dovrà fare un bel lavoro nel migliorare l’efficienza, perchè per ora si è cresciuti solo con l’acquisizione, ma a scapito dei margini e dell’indebitamento, ma, ripeto, analisi fatta assolutamente da esterno che non conosce affatto le abilità del managment (ne tantomeno le prospettive del business), quindi ogni tua informazione è più che utile! ;-)

  • # SN_investireoghg

    Hola Fab!

    Rispondendo in ordine:

    1) decisamente meglio il FCF del OCF per quel “ratio”, però se devo essere sincero, non mi sembra avere tutta quest’utilità!

    2) sull’indebitamento, come probabilmente Gaetano aveva visto lungo, ci farò un post e ti mostrerò un debt/equity rivisto e corretto (non da me… quindi la gloria spetta ad altri! :-P )

    3)la lex magistralis non ci sarà, ma semplicemente perchè, è più banale di quanto non sembri quella frase! :-P In realtà era per dire che a guardare i numeri di bilancio son capaci in molti, più difficile è riuscire a carpire l’aspetto qualitativo (che puoi incominciare a delineare dalla qualità del sito IR, da come è esposto il bilancio, dall’onestà del managment nelle previsioni, dal provare a conoscere l’idea che le persone hanno sul quella società e via così), insomma, qualcosa di difficile da fare con una lex magistralis, perchè è un po’ fumoso e astratto, ma purtroppo è la parte più importante! ;-)

  • # SN_investireoghh

    Ciao Riccardo,

    grazie per risposta!

    Che peccato che non fai la lex magistralis!!

    Diamo per scontato la tua buona fede!!

    Comunque, se e quando hai tempo sarrebbe gradita una tua risposta alle domande fatte nei mie post 20 e 22 che hai saltato!!!!

    CIAO!! :mrgreen:

  • # SN_investireoghi

    Ehm ehm… avevo fatto il vago! :-P :mrgreen:

    Comunque, quesito al post 20:

    in tutti i fogli di lavoro c’è sempre, per le cifre che vengono dallo stato patrimoniale, la media tra i valori di apertura delle operazioni e di chiusura delle operazione, quindi, concordo in toto!

    Quesito al post 22:

    Non li uso moltissimo gli indici di copertura degli oneri finanziari, mi interessa di più misurare la sostenibilità del debito in sè ed eventualmente la redditività vs costo del debito, quindi non saprei, il primo sembra quello “classico”, il secondo ad occhio non mi piace moltissimo! :-)

  • # SN_investireoghj

    Ciao Riccardo,

    grazie per la risposta!

    Quando ho dato un’occhiata ai tuoi fogli di lavoro, vedevo il dato secco e non leggevo nessuna nota in merito!

    Per quanto riguarda la mia domanda sull’indice di copertura degli oneri finanziari, era solo una domanda tecnica di curiosità, pure io non ritengo essenziale sto indice, comunque ritengo che la seconda versione sia più efficace in base alla logica (che non fa una grinza) esposta nel cap 14 riferita alla “case history” di Home Depot.

    Arigrazie!

    :D

  • # SN_investireoghk

    Ciao Riccardo,

    per quanto riguarda il punto 1) del post 24 in cui hai risposto alla mia domanda fatta nel post 18, ho qualcosa da commentare:

    L’utile è un valore contabile, il free cash flow è un valore concreto, pratico. In parole povere, sono i “soldi”!

    Ergo: costruire un indice che mette in rapporto le due cose non è tanto bislacco soprattutto per vedere il trend storico della qualità dell’utile e/o si voglia impostare una “screening strategy” utilizzando questo parametro in aggiunta ad altri!

    Ovviamente è solo un mio parere e comunque non avendo la tua pratica lasca il tempo che trova! Ma siccome il bello del tuo Blog è che è democratico, vera “Finanza Democratica”, ho voluto dire la mia a tale proposito!!

    Riprendendo il discorso, visto e considerato che:

    “L’utile è un valore contabile, il free cash flow è un valore concreto, pratico. In parole povere, sono i “soldi”!”

    Sorge il seguente ragionamento:

    dato che è una cosa buona che la società sia in grado di ripagarci in tempi brevi sulla base di valori contabili, sarebbe persino meglio se è in grado di ripagargi in tempi più brevi sulla base dei valori monetari!

    Ergo: un parametro utile in questo senso per individuare potenziali investimenti vincenti, potrebbe essere il seguente:

    P/FCF(x azione) < P/U(x azione)

    Ossia ogni volta che si verifica questa condizione abbiamo un buon segnale in più!!

    DOMANDA:

    1)Che ne pensi?

    Passiamo ad altro!

    Per quanto riguarda il discorso degli "importi medi" del post 20, (a cui tu mi hai risposto nel post 26) il discorso era riferito quando si parla di bilanci annuali.

    DOMANDA:

    2)Siccome ho finora analizzato bilanci annuali e pochi trimestrali, se voglio calcolare "gli importi medi" riferiti a un dato trimestre ( per esempio, sono usciti da pochissimo i dati del 2 trimestre e voglio assolutamente analizzare un titolo con ottime potenzialità su cui poter effettuare un investimento) come la ricavo la media?

    a)Facendo riferimento al dato del trimestre immediatamente precedente?

    b)Facendo riferimento al dato dello stesso trimestre ma dell'anno precedente?

    c) Facendo riferimento al dato di chiusura dell'ultimo stato patrimoniale annuale?

    Secondo me, b) e c) e fra b) e c), meglio c)!!

    Let me know if you feel like!!

  • # SN_investireoghl

    Ciao Fab,

    il discorso sul fatto che OCF e FCF siano misure decisamente migliori del “valore generato” rispetto all’utile netto, non ci piove e non mi stancherò mai di ripeterlo, però l’indicatore in sè, non mi convince tanto, perchè tralascia tante aspetti dei flussi di cassa (dinamiche del CCN e CapEx), insomma, non migliora affatto una buona analisi del rendiconto!

    Poi se trovi una società che ha P/FCF < P/U segnalamela! Certo che sarebbe un buon segnale, ma a trovarla! :-P :-P

    Infine ultima risposta: dipende cosa vuoi mettere in luce. Se vuoi paragonare il Roe trimestrale da anno in anno o da trimestre a trimestre tanto per fare un esempio. Se invece vuoi vedere le variazioni "patrimonali" in sè per sè, userei quelle trimestre in esame su trimestre subito precedente! ;-)

  • # SN_investireoghm

    Ciao Riccardo,

    grazie per la risposta!!

    Sul primo punto, ti posso dire che sul mercato americano qualcosa si trova e a breve ti farò sapere!!

    Sul secondo punto, a pensarci bene hai perfettamente ragione: dipende cosa si vuole sapere!!

    Arigrazie!! :mrgreen:

  • # SN_investireoghn

    ciao riccardo ti volevo dire ke sono ottimi i tuoi grafici e dove potrei trovare informazioni piu detagliate sull’andamento delle vendite e sul bilancio riguardanti i prodotti apple!!grazie in anticipo.

  • # SN_investireogho

    Ciao Yessica! Secondo me se cerchi nella sezione “Investor Relations” della Apple trovi tutto (sicuramente le informazione dettagliate sul bilancio): http://phx.corporate-ir.net/phoenix.zhtml?c=107357&p=irol-index !

    A presto! ;-)

    @ Fab: attendo i nomi! :mrgreen:

  • # SN_investireoghp

    se non erro l’Italia dovrà adeguarsi entro il 31 dicembre 2011 alle normative comunitarie riguardanti la privatizzazione dei servizi pubblici (settore di Biancamano), per cui non sono da escludere ulteriori acquisizioni da parte di Baincamano, leader di settore, prima di allora. Su un analisi di una società di questo tipo sarebbe utile evidenziare pregi e difetti del business, che è abbastanza peculiare, è anticiclico, regolato, i clienti sono enti locali che pagano sì ma con forti ritardi (da qui gli anticipi su fatture che son 40% del debito), etc

  • # SN_investireoghq

    Grazie per le indicazioni Lorenzo, la prossima volta ne terrò sicuramente conto! ;-)

  • # SN_investireoghr

    LE vostre analisi alla borsa non interessa.
    Fra un paio d’anni biancamano sarà a 2 euro.

  • # SN_investireoghs

    Ciao Mari,

    su quali basi prevedi che Biancamano fra due anni sarà a due euro??

    Per virtù dello Spirito Santo, sulla base di tue notizie riservate oppure sulla base di un tuo modello rivoluzionario di analisi finanziaria??

    Illuminaci!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Ciao!!

    :mrgreen:

    PS Questo è un Blog di analisi fondamentale dove appunto si discute e si fa analisi fondamentale e finora nessuno, tranne te, è venuto in questo Blog a fare battute da Bar Sport!!

  • # SN_investireoght

    Chiedo venia.
    Non metto in discussione le vostre approfondite analisi,però si deve guardare avanti.
    SE si crede nel futuro di biancamano si acquista e basta.

  • # SN_investireoghu

    Ciao Mari e ciao Fab,

    scusate l’assenza!

    In linea di massima mi trovo a concordare con Mari… ovvero se uno fa una fotografia del bilancio attuale Biancamano certo non vale non 2 euro… ma contano le prospettive future e indubbiamente conosco troppo poco la società e il management per dire queste prospettive siano rosee o meno.

    Certo che un business interamente incentrato in Italia, paese destinato almeno nel breve/medio a sottoperformare economicamente almeno il 75% dei paesi più sviluppati non parte, nel mio modo di vedere, nel migliore dei modi. Inoltre se non sbaglio prevedevano in breve un raddoppio dei ricavi, ma ciò avviene sicuramente anche insieme ad aumento dei costi e quindi se i margini restano costanti o magari peggiorano pure, non c’è motivo di ritenere che un’azienda che raddoppi i ricavi, debba necessariamente raddoppiare di valore.

    Ma ripeto, considerazioni personali e se sei dentro… in bocca al lupo!! ;-)

  • # SN_investireoghv

    Ciao a tutti,
    ho in portafoglio Biancamano a 1,40 e ho già riscosso un dividendo.
    Fra non molto la società approderà sul segmento star e avrà piu visibilità.
    Voi,mi raccomando,continuate a fare le vostre approfondite analisi.
    Viva l’ITALIA.

  • # SN_investireoghw

    Ciao Mari, ognuno fa quello che sa fare meglio! In bocca al lupo per il tuo investimento! ;-)

  • # SN_investireoghx

    Ciao a tutti,
    Voi,esperti,che sapete analizzare i bilanci,datemi
    qualche società da investire nel medio lungo periodo.

  • # SN_investireoghy

    Sul blog trovi e troverai tanti spunti! Ma non posso fare consulenza… mi arrestano!!! :mrgreen: :mrgreen:

  • # SN_investireoghz

    Ciao a tutti,
    Se non volete sbilanciarvi,mi permetto di suggerirvi due società:parmalat ed enel green power che sbarcherà in borsa a fine anno.

  • # SN_investireogia

    Parmalat non è affatto male, bisogna vedere come si muoverà con tutta quella cassa in pancia, ma è un discretissimo titolo. Ha una bella concorrenza però, soprattutto all’estero, in società molto belle come Nestlè, Danone, Unilever, General Mills e poi ancora Kraft e Del Monte (anche se gli preferisco le prime 4).

    Non conosco invece Enel Green Power, anche se Enel non mi piace minimamente e sul settore rinnovabili ci vado con le pinze!

    A presto! ;-)

  • # SN_investireogib

    Ciao Ric,
    Ti ringrazio,ne terrò conto.

  • # SN_investireogic

    ;-)

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