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Buonasera a tutti i lettori, oggi, dato che il primo articolo mi sembra abbia riscosso un certo interesse, provo a fare un’altro post riguardo società che in qualche modo possono essere catalogate come Bargains, Turnaround o Distressed. Ci tengo a sottolineare, che ovviamente sono opinioni personalissime e il fatto che io ritenga un titolo un “bargain” o come altre analisi “interessante”, non significa assolutamente che quel titolo realmente lo sia, son considerazioni personali, non di un noto analista affermato che muove il mercato!
Comunque, senza perder ulteriore tempo, passiamo a vedere tre titoli, che in passato ho seguito e che per qualche motivo rientrano in queste categorie.
Nell’ultima trimestrale si è incominciato a vedere un ritorno alla normalità e in generale i flussi di cassa su 9 mesi sono stati più che accettabili con un Free Cash Flow di nuovo positivo, un debito stabile (a fronte invece di Ebitda ed Equity in salita) e dei dati che incominciano a ricordare quelli del 2007. Se riprendesse a pieno ritmo, sicuramente non mancherà un conseguente apprezzamento del titolo, dato che parliamo, prima delle brutte trimestrali 2008 e 2009, di una delle migliori utility (a livello di conti ovviamente) d’Europa (tra le “big” direi che fosse la migliore).
Altro titoletto molto interessante (e ringrazio un lettore per la segnalazione), è Nice. Nice progetta, produce e commercializza cancelli, barriere stradali, porta da garag, tende, tapparelle e solar screen (sia per edifici residenziali, che commerciali e industriali) e in generale offre sistemi di “Home Automation & Security”. Ora io non sono ovviamente un esperto del settore, ma immagino sia abbastanza legato al settore immobiliare (appunto sia residenziale che non) e quindi tipicamente ciclico, questo sicuramente spiegherebbe il profit warning lanciato nel 2007 (che fece perdere al titolo il 30% in un giorno) e poi la discesa fino al -78% dai massimi. Da quel momento siamo a +70% dai minimi, ma ancora sotto del 60-62% dai massimi. Questo il riassunto degli ultimi 5 anni:
A livello di bilancio ho veramente fatto fatica nel trovare qualcosa che non andasse a questo titolo, tant’è che forse è stato un po’ overvalued nel pre-”profit warning”, ma ai livelli attuali è davvero un bel titolino (che peraltro ieri ha fatto un +6%). Nell’ultima trimestrale il calo ovviamente non si è fatto attendere, con fatturato in discesa (ma tutti i margini in aumento) e grazie ad un ottima gestione del capitale circolante, dei flussi di cassa in netto aumento rispetto ai novi mesi 2008. Insomma, un titolo sicuramente da monitorare con attenzione.
Nell’ultima trimestrale c’è stato un calo del fatturato, ma anche qui abbiamo un aumento dei margini (tanto che Ebit e Utile son maggiori nei primi 9 mesi 2009 che in quelli 2008). L’indebitamento è molto più che sostenibile, mentre l’unico dato negativo viene dal rendiconto finanziario, dove una cattiva gestione del circolante (veramente critica in un business capital intensive come quello di Esprinet), si è mangiata tutto l’OCF e ovviamente ha generato un FCF negativo. Il titolo a mio parere è molto interessante, ma anche molto “pericoloso”, perchè se negli altri due c’è stata una grossa volatilità azionaria, ma tuttavia relativa nei conti, in questo caso anche i conti son saliti sulle montagne russe e non da poco tempo.
Con oggi abbiamo concluso, ovviamente attendo commenti, critiche, suggerimenti ed eventuali consigli per un prossimo post di titoli che potrebbero rientrare in queste categorie. Prossimamente cercherò di riprende un po’ la parte didattica, come richiesto da alcuni lettore, per vedere un po’ come “affrontare” un bilancio.
A presto!
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| Attenzione: data la rapida evoluzione dei mercati, la valutazione data su un titolo è destinata a variare nel tempo! | ||
3 febbraio 2010 alle 20:54
Ottimo post ed ottime analisi come sempre.
Solo una cosa su esprinet:
Negli ultimi 3 anni il suo indebitamento a lungo è stato nel 2006, 07 ed 08 rispettivamente di 94, 3, 114 M Euro.
Una bella varianza!
Come te la spieghi?
Inoltre non riesco molto a concordare con te con l’affermazione
“L’indebitamento è molto più che sostenibile”
Avere da pagare 114 e fare solo utili per 24 significa poterlo ripagare in 5 anni… si dai sostenibile … ma per i miei gusti 5 anni sono già un po’ un limite per poter fare quell’affermazione
Ma degustibus ….
Ciao
Francesco
3 febbraio 2010 alle 22:56
Ciao Francesco!
La volatilità dell’indebitamento direi che è abbastanza facile da spiegare con la volatilità dei conti e il fatto, come ho scritto nel post, che la bassa marginalità del business unita a un capitale circolante importante, rendono le variazioni di cassa più rilevanti, di quanto non si è abituati normalmente. La cosa che non mi spiego bene è perchè comunque si preferisca accendere debiti a lungo, piuttoso che a breve (soprattutto con i tassi degli ultimi anni).
Riguardo l’indebitamento, a livello patrimoniale direi che la solidità non manca, la sola cassa è più di una volta e mezzo i debiti a lungo (che appunto son quasi tutti) e indubbiamente i flussi non sono da primi della classe, ma insomma, in Italia in particolare, ho visto di molto peggio (e poi appunto in termini di posizione finanziaria netta siamo in avanzo!).
Ovviamente de gustibus e comunque non mi fa impazzire!
A presto!
4 febbraio 2010 alle 10:49
Ciao Riccardo,
Volevo chiederti alcune cose su E.ON. Il capitale investito netto come si fa ad individuare? Inoltre per il calcolo del free cash flow, se parto dall’ebit=4946 (no dall’ebitda)- imposte(863)+ ammortamenti(6890)+ var ccn(4056)-capex(8996)=-2079
invece il tuo free cash flow è -2258. Mi potresti dire come mai? grazie mille
a presto,
Eugenio
4 febbraio 2010 alle 11:37
Ciao Eugenio,
il capitale investito netto = indebitamento finanziario netto (45 miliardi al 2008) + patrimonio netto (38 miliardi al 2008) = 83 miliardi.
Per quanto riguarda il calcolo del free cash flow è corretto come scrivi tu nella formula, però non mi tornano i valori. La variazione del CCN mi risulta minore, poi tieni conto che per i valori dell’OCF io ho preso i dati direttamente sul bilancio dove se vedi ci sono almeno altre 10 voci (minori e non ricorrenti), che poi però cambiano decisamente il risultato finale (diciamo che quello schema serve per fare valutazioni future, ad esempio con il DCF). Poi tu fai bene a considerare le CapEx come solo investimenti in immobilizzazioni materiali, ma E.On in tutti gli ultimi 6-7 anni di bilancio ha avuto ricorrenti e simili nelle dimensioni gli “equity investments”, quindi io ho finito per considerarli come parte delle CapEX.
Se hai altri dubbi son qui!
4 febbraio 2010 alle 12:58
ciao Riccardo,
capitale investito netto ok.
per quanto concerne la variazione del ccn ho riportato il valore del ccn come dal tuo prospetto(4056)(forse ho sbagliato). Dunque la variazione è data dal ccn 2007(3530)-ccn 2008(4056)=-526? oppure si calcola in un altro modo? Il valore che ottengo lo inserisco nel foglio excel di valutazione del dcf.
Per le capex ho preso la voce di bilancio (Purchase of investments: in intangibles assets and pp&e), la voce successiva Equity investments non l’ho considerata come capex, faccio un errore cosi facendo?
4 febbraio 2010 alle 14:34
Ciao Eugenio, il calcolo del mio CCN è solo un approssimazione (tengo conto delle poste principali), per il calcolo dell’OCF vado a guardare i dati di bilancio. Questo perchè nel CCN ci son sempre voci (tra le “altre attività correnti” e “altre passività correnti”) che non vengono specificate, ma che poi rientrano nel calcolo effettivo.
Le CapEx son corrette, però siccome la voce “equity investments” è ricorrente in tutti gli ultimi bilanci disponibili sul sito (e non particolarmente volatile), io preferisco inserirla, ma ripeto, il corretto calcolo “canonico” è quello che indichi tu!
5 febbraio 2010 alle 2:39
Bravo Riccà!
5 febbraio 2010 alle 11:12
Eheh…grazie Cree Man!
15 febbraio 2010 alle 22:39
Ciao Riccardo
ho ritrovato per caso questo blog (lo avevo usato qualche mese per una ricerca sull’IPO di poltrona frau) e devo dire di essere piacevolmente sorpreso della sua prolificità!
Sto tra l’altro iniziando a interessarmi di finanza e analisi di bilancio e questo blog è una manna!
Ascolta, ho adocchiato le azioni di Nintendo (http://it.finance.yahoo.com/q?s=NTO.SG)e per, quanto care, da perfetto profano mi sembrano interessanti, conoscendo il business e la sua assoluta leadership del mercato. Inoltre il 25 febbraio terrà una conferenza dove probabilmente annuncerà un nuovo hardware, e non oso immaginare a quanto schizzerà l’azione se la presentazione risultasse un successo ^^
16 febbraio 2010 alle 18:58
Ciao Simone, ti ringrazio molto per i complimenti! Nintendo la conosco poco, mai gardato i bilanci, ma proverò nei prossimi giorni a dargli un’occhiata.
A presto!
20 febbraio 2010 alle 19:03
Ave !
Ciao Riccardo complimenti come sempre , specie per gli ultimi articoli di “scuola di trading ”
Leggendo dei commenti su dei titoli dicevano che :
“la situazione finanziaria è buona poichè il debito è circa il 45% del capitale netto”
secondo te potrebbe essere inteso come confronto tra il patrimonio netto col totale debito finanziario (attenendomi alle voci di bilancio) ?
Grazie e buon analisi fondamentale a todos !
ps : ho ripetuto il post perchè la parte tra le virgolette non è stata pubblicata
24 febbraio 2010 alle 12:25
Ciao Giuseppe!
Direi proprio di sì, è il classico debt/equity, se è una società americani potrebbe essere indebitamento finanziario lordo / patrimonio, se è europea invece è sicuramente indebitamento finanziario netto / patrimonio!
27 febbraio 2010 alle 14:52
ciao, molto interessante questa tabella. vorrei segnalare COGEME SET che a livello di fondamentali è ha un buon livello. anche SAFILO dopo l.aumento di capitale l.entrata di un fondo olandese indebitamento in sensibile diminuzione a questi prezzi risulta interessante.
28 febbraio 2010 alle 11:11
Ciao Marco, su Cogeme gli darò un occhio perchè non la conosco, l’altra la dovrei un po’ riguardare, grazie comunque delle segnalazioni!
28 febbraio 2010 alle 15:55
Cogeme opera da piu’ di 50 anni nel settore della componentistica automotive ad altissima precisione.Da un punto di vista industriale e’ un ottima azienda gestita da un valido management.La sua attuale quotazione e’ a sconto di molto sul NAV.La societa’ oltre a lavorare a pieno ritmo in Italia(24 ore al giorno) ha aperto nuovi stabilimenti in Romania e soprattutto in India.Leggevo tempo fa’ che in Brasile per l’elevata domanda non riescono a fare fronte alle relative consegne.A Milano, gli amici di Eurizon me ne hanno parlato molto bene(infatti se andate a visitare il sito Consob, nell’azionarato Eurizon, societa’ di gestione del gruppo Intesa ha quote pari a quasi il 5% del capitale). c.è in programma un ADC verso giugno a 0,50 per azione, comunque a questi prezzi è molto interessante.
1 marzo 2010 alle 13:19
Beh gli darò un’occhiata di sicuro, grazie per la segnalazione!
4 marzo 2010 alle 11:11
Prima cosa complimenti! anche io mi sono interessato alla finanza in tenera età ho studiato economia politica nella triennale e ho un po’ perso di vista certe cose che ho in parte recuperato nella specialistica in aziendale. Adesso sono in un piccolissimo centro studi, però non so se continuar in questo campo o provare a fare finanza. Vorrei un consiglio da te, inoltre mi piacerebbe qualche titolo di libro da leggere per migliorare le mie basi di statistica e per avere una buona infarinatura di finanza. grazie e ancora complimenti
5 marzo 2010 alle 13:51
Ciao Gianclaudio,
grazie per i complimenti!
Per quanto riguarda i libri di statistica non saprei, io ho tutti testi universitari (quelli su cui ho studiato), non ho problemi a darti i titoli e autori, però forse se cerchi su internet qualche dispensa e simili li trovi lo stesso (gratis…), altrimenti le mie dritte te le do senza problemi!
Per quanto riguarda l’argomento finanza non saprei. Se dovessi iniziare proprio da più o meno zero, potresti dare una letta a “Istituzioni e mercati finanziari” di Mishkin, Eakins e Forestieri, ma è roba molto “accademica” (da intendere solo teoria e zero pratica) e di base. Sempre per l’inizio sono molto interessanti anche “Strategie di investimento e rendimenti azionari” di Siegel e “Mai più perdite in borsa” di Sergio Calamita.
Poi se ti appassioni a qualcosa in particolare oppure se vuoi qualcosa di più specifico (analisi fondamentale, value investing, valutazione aziendale, analisi tecnica, opzioni, risk managment), fammelo sapere che ti posso dire quello che ho letto a riguardo!
13 marzo 2010 alle 12:31
Ciao Riccardo,
Riporto la frase del tuo secondo post:
La cosa che non mi spiego bene è perchè comunque si preferisca accendere debiti a lungo, piuttoso che a breve (soprattutto con i tassi degli ultimi anni).
Rispondo brevemente, forse, al tuo retorico quesito:
1)Non sempre è l’impresa a poter scegliere la forma di indebitamento, spesso sono gli istituti finanziatori che lo fanno. 2)L’imdebitamento a breve rispetto al lungo è spesso dettato dal tipo di investimento che si intende finanziare:circolante per il primo, ivestimenti per il secondo. Per ovvi motivi. 3)Ti ricordo inoltre che ci potrebbero essere dei vantaggi comparati che mediante semplici swap rendono più conveniente in termini di spread indebitarsi a lungo che non a breve, 4)Dulcis in fondo molto ma molto spesso l’indebitamento a breve crea uno sbilanciamento nel potere contrattuale/negoziale a favore delle banche che in via discrezionale aumentando gli sperd al momento del rinnovo delle linee a breve facendoti pentire amaramente di non esserti indebitato a lungo.
Complimenti per l’ottimo Blog e cari saluti
13 marzo 2010 alle 16:20
Ciao Andrea! Ti ringrazio moltissimo delle informazioni (probabilmente le sapevo, ma non le “facevo mie”) e dei complimenti!
A presto e ogni tuo commento sarà sempre gradito!