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Bargains, Turnaround e Distressed Securities

Ci sono ancora delle occasione d'acquisto nel mercato azionario?

Buongiorno a tutti i lettori e buon 2010 a tutti. Oggi farò un post un po’ diverso dal solito, dove voglio andare a trovare qualche titolo, che nonostante il portentoso rally dei mercati dai minimi del 2009, è rimasto indietro e tuttavia, dai fondamentali, può risultare interessante.

 

yeah

 

Partiamo con definire cosa intendo per “bargains”, “turnaround” e “distressed”. I “bargains” dalla parola stessa, sono i veri e proprio “affari”, quelle società, che per qualche motivo, nonostante i buoni fondamentali, il mercato sembrerebbe oggettivamente sottovalutare e quindi rappresentano un’ottima occasione d’acquisto. Le aziende “turnaround” sono quelle società invece che per qualche motivo (congiuntura economica, cattive acquisizioni, nuovi competitors in ascesa, ciclicità settoriale, nuovi settori che sostituiscono i vecchi e via così), presentano per un periodo (che può anche essere di qualche anno) un deterioramento dei fondamentali, ma che tuttavia per abililità del managment riescono a rinnovare e migliorare il business “rialzandosi” o “svoltando” (appunto “turnaround”) e tornando a mostrare bei bilanci. Infine le “distressed” sono simili alle turnaround, ma sostanzialmente si trovano in una situazione più critica, dato che per “distressed securities” si intende letteralmente quelle società già fallite, a cui vengono concesse garanzie sulla bancarotta, per cercare di rialzarsi.

 

Perchè interessarsi a queste società, che indubbiamente presentano un rischio maggiore e soprattutto una maggiore difficoltà nell’analizzarle (poichè vedere i bilanci di una società in rosso, con una decrescita di fatturato ed utili,instabilità finanziaria e riuscire a capire che miglioreranno non è  assolutamente facile) ? Perchè, come ogni strumento in borsa ad un rischio maggiore, corrisponde un potenziale ritorno maggiore.

 

Alcuni prerequisiti però per investire in queste società (soprattutto nel caso di Distressed e Turnaround) è quello di conoscere già la società da tempo, averla seguita in passato e di conseguenza capire cos’è che ha portato il titolo in quella situazione e quindi sapere se è qualcosa che si può superare o meno. Questo è ben diverso dallo scommettere su un finaziamento o meno da parte di banche o stato (come tante note vicende italiane c’hanno mostrato), ma è credere nella capacità della singola azienda di riprendersi con un business sano in un settore non più saturo. Altro aspetto importante è che ovviamente si deve “comprar bassi”, di certo non si fanno affari su queste società se le si comprano sui massimi (per quanto è difficile che il mercato si sbagli).

 

Adesso passiamo ad elencare qualche società, che ho seguito in passato e che in qualche modo potrebbe risultare interessante sotto questi aspetti appena elencati.

 

La prima società è Geox, titolo che in realtà non mi ha mai fatto impazzire (non tanto per i fondamentali, quanto per uno scetticismo sulla forza del marchio ed il settore), ma che continua nonostante la crisi a mostrare buoni bilanci e soprattutto a quotare attualmente a livelli veramente “bassi”, questo un riassunto degli ultimi anni:

 

Geox

 

Nell’ultima trimestrale i conti hanno tenuto più o meno bene, con riduzione del fatturato e marginalità (dovuto a maggiori costi), ma a livello di stabilità finanziaria e soprattutto di flussi di cassa, la situazione è addirittura migliorata. A questi prezzi probabilmente, se non ci sono sorprese nel Q4, il titolo rappresenta un “bargain” e il mercato per una volta ha esagerato verso il basso.

 

Altro titolo è Nokia, che probabilmente è in mezzo tra “turnaround” e “bargain” e che sta soffrendo molto l’ascesa dei competitors che le stanno mangiando fette di mercato da tempo (Apple e Rim su tutti), questo un riassunto degli ultimi 5 anni:

 

nokia

 

Come vedete negli anni bilanci più che solidi. Nell’ultima trimestrale però si nota ciò che ha portato il mercato a lasciarla sui minimi, uno dei primi trimestri in rosso da tanti anni e anche su 9 mesi “in rosso”, con forte calo del fatturato e dei margini. Scommessa su questo titolo è riuscire a resistere ai competitors, rinnovandosi e riportandosi ai livelli che occupava qualche anno fa.

 

Un altro titolo che analizzai tempo fa è Valero Energy, che negli ultimi dal 2002 al 2007 ha annunciato ottimi bilanci, fino a quando nel 2008 non è andata in rosso, dimezzando i flussi di cassa e aumentando l’indebitamento:

 

Valero Energy

 

Nell’ultima trimestrale non arrivano certo buone notizie, con ricavi dimezzati su 9 mesi e ancora bilanci e flussi di cassa in rosso. Ciò che sta facendo male alla società è il cosìdetto “Crack Spread”, ovvero, in breve, la differenza che c’è tra i prezzo del barile di “crude oil” e i prodotti “estratti” dal petrolio (gasolio, diesel, kerosene, asfalto), che di fatto per una raffineria l’aumentare dello spread (prezzo del barile su, domanda di prodotti estratti da questo e quindi prezzo giù), rappresenta un “costo” davvero oneroso.

 

Altro titolo che sicuramente sta rimanendo “al palo” è Gamestop, uno dei maggiori retailer di videogiochi, che nonostante la fortissima crescita degli ultimi anni, non sembra volersi schiodare dai minimi, questo il riassunto degli ultimi dati:

 

gamestop

 

Sarà fondamentale però per valutare la società la tenuta dei conti il Q4, determinante per la “seasonality” del business, vedremo la situazione del magazzino e i flussi di cassa, altrimenti il titolo potrebbe decisamente essere un “bargain”.

 

Infine concludo il post con altre tre società che in realtà non rientrano in nessuna delle tre categorie, ma che sicuramente son rimaste un po’ al palo e rispetto ai vari titoli che quotano sui massimi potrebbero essere delle occasioni: Rim, Maire Tecnimont e IMA. I primi due principalmente per aver annunciato una guidance molto conservativa per il prossimo triennio, se non pessimista per i prossimi anni e IMA, perchè da titolo molto difensivo e poco liquido in realtà perse poco durante la crisi, ma è sostanzialmente rimasto fermo. Questi i tre foglio di lavoro, per quanto riguarda Maire Tecnimont rimando anche all’analisi del mitico Zener:

 

Ima

 

Rim

 

mt

 

Ovviamente concludo dicendo che non voglio essere, come non lo son mai stati in questo blog, consigli per gli acquisti ma qualche idea per confrontarsi. Inoltre come avete visto, quasi tutti i titoli, hanno comunque buoni motivi per quotare sui livelli attuali ed essersi, almeno temporaneamente, guadagnati la “sfiducia” dei mercati. Chiederei molto anche la partecipazione dei lettori, tramite commenti, su questi argomenti, perchè ovviamente dato il tempo ed i mezzi a mia disposizione l’universo di titoli che riesco a seguire è molto limitato (non mi segnalate però robaccia italiana in mano a stato, imprenditori paraculi, managment poco trasparente e roba del genere :-P ).

A presto a tutti i lettori!

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  1. Bargains, Turnaround e Distressed Securities II Secondo capitolo delle possibili occasioni d'acquisto nel mercato azionario!...

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  1. io credo su GEOX e farà risultato quest’anno

    :mrgreen:

  2. (non mi segnalate però robaccia italiana in mano a stato, imprenditori paraculi, managment poco trasparente e roba del genere ).

    ahah…condivido…! infatti i titoli migliori li hai già analizzati……! mi pare un azienda molto sana anche D’Amico…..
    grazie per le analisi

  3. Complimenti per il post di inizio anno.
    Post ricco!
    C’era materiale per farne 7 di post.

    Concordo con quanto scrivi, anche se sto diventando molto conservativo e prudente e puntare su titoli che non riescono più a fare utili (per motivi di busines per di piú) non é piú per me.

    Provo a proporti quest’altro titolo: NICE … e CAMPARI.
    Potrebbero soddisfare i tuoi criteri

    Un giorno, poi, dovremmo (almeno a me piacerebbe allargare il mio “circolo delle competenze”) pure imparare a valutare i titoli finanziari!
    :-)
    Ma fino ad allora, meglio stare fuori.

    Buono Anno Riccardo.
    Felice 2010!

    Ciao
    Francesco

  4. maire???

    manca il foglio mentre rim e’ presente 2 volte,,

    ciao

  5. @ Enrico… ci credo anche io, molto indeciso se tentare entrata! Nel frattempo su Geox vi segnalo anche analisi di Zener fresca fresca: http://zener.blogspot.com/

    @Magiel…concordo in pieno! Mi sono scordato di D’Amico, titolo che ebbi anche in ptf! Assolutamente da seguire e rivedere, perchè in passato, con il settore shipping in forma, sfornava grandissimi bilanci (seguire anche Baltic Dry&Clean Index!), vedremo se torna a quei livelli!

    @FB… hai visto? C’ho messo un po’ a scriverlo e fare analisi, ma ne è uscito qualcosa di buono! :-) Su Nice concordo, lo seguii in passato ed era ottimo, poi per il settore in cui opera, ha sofferto molto. La dovrei riguardare un po’. Campari invece, credo il titolo più bello del listino italiano (ce l’ho avuto in ptf più volte e ormai definitivamente entrato l’anno scorso ad un prezzo che considero ok per buy&hold di lungo/lunghissimo); ma direi che non è più nè bargain, nè distressed, nè turnaround, bilanci perfetti, piena fiducia del mercato (forse pure overvalued ora!).
    Sui finanziari mi sto allenando, sono ancora nella fase in cui guardo solo ed esclusivamente indicatori&ratios e ho troppa poca esperienza per valutare titoli tra di loro e da un punto di vista qualitativo, ma potremmo fare qualche prova! Buon 2010 anche a te!

    @Alex…foglio ripristinato, grazie della segnalazione! ;-)

  6. giovedì, 3 dicembre 2009 – 17:25 CET

    Ima (Milano: IMA.MI – notizie) rende noto che ha avuto luogo in data odierna, essendosi verificate le condizioni sospensive ivi previste, il perfezionamento del contratto di compravendita sottoscritto il 27 ottobre 2009 dal fondo di private equity Mandarin Capital Partners avente ad oggetto 2.300.000 azioni di IMA, costituenti complessivamente il 6,745% del capitale della società.
    L’operazione, già comunicata al mercato in data 27 ottobre 2009, ha determinato l’acquisto delle sopra menzionate azioni IMA da parte di due società a responsabilità limitata di nuova costituzione, denominate Rufus S.r.l. a unico socio e Morchella S.r.l. a unico socio, interamente controllate dal fondo Mandarin, ad un prezzo pari ad euro 14,50 per azione, e quindi per un corrispettivo complessivo di 33.350.000 euro.
    Tra gli azionisti venditori vi sono alcuni amministratori di IMA, anche per il tramite di società facenti capo agli stessi, ed in particolare:
    - 530.000 azioni IMA sono state cedute da Etrusco S.r.l., società controllata da Alberto Vacchi, Presidente ed Amministratore Delegato di IMA;
    - 357.900 azioni IMA sono state cedute da Maestrale Investimenti S.r.l., società controllata da Andrea Malagoli, Consigliere e Direttore Generale di IMA;
    - 504.000 azioni IMA sono state cedute da GV Finanziaria S.r.l., società controllata da Gianluca Vacchi, amministratore di IMA;
    - 200.000 azioni IMA sono state cedute da Luca Poggi, amministratore di IMA.
    In relazione alla volontà del fondo Mandarin di incrementare la quota di partecipazione mediante ulteriori acquisti di azioni IMA sul mercato ovvero ai blocchi, anche in forza di un’opzione di acquisto fino ad un massimo di 350.000 azioni IMA, da esercitarsi entro quattro mesi, in data odierna la società Morchella S.r.l., utilizzando parte delle proprie dotazioni finanziarie, ha acquistato ai blocchi ulteriori 150.000 azioni di IMA ad un prezzo di euro 13,20 per azione.
    Per effetto delle operazioni di acquisto sopra descritte, il fondo Mandarin Capital Partners detiene attualmente, tramite le due società controllate Rufus S.r.l. e Morchella S.r.l., complessivamente 2.450.000 azioni di IMA, pari al 7,185% del capitale sociale.
    Contestualmente ai predetti trasferimenti azionari Rufus S.r.l. e Morchella S.r.l. hanno sottoscritto con SO.FI.M.A. S.p.A., società controllante di IMA, un patto parasociale di cui sarà data comunicazione al mercato ai sensi di legge.
    L’operazione riveste grande rilevanza strategica poiché consentirà a IMA, attraverso l’avvio di una partnership con il fondo Mandarin, di cogliere opportunità di sviluppo del suo core business attraverso un maggiore accesso al mercato cinese in un periodo di forte crescita dello stesso, sia nel settore farmaceutico che in quello del tè.

  7. La conoscevo questa notizia, a mio parere IMA resta davvero una società interessantissima, però purtroppo ha scarsi volumi e sul mercato è il classico titolo buy&hold decisamente di lungo.

    Intanto segnalo che Gamestop ha annunciato un profit warning che il mercato non ha decisamente gradito (giustamente), anche perchè viene proprio nel trimestre dove Gamestop, come avevo annunciato nell’analisi, fa il grosso del fatturato. Vedremo la trimestrale, intanto ha fatto -15% dopo la grossa sottoperformance (buy opportunity o reale peggioramento in vista?).

  8. ciao riccardo, la situazione dei videogames non è affatto bella: anche electronic arts ha peggiorato le stime sull’anno in corso e il titolo ha fatto – 9 % nell’afterhours !!
    a mio parere anche EA è una società che meriterebbe un’analisi…
    ciao
    Marco

  9. GameStop Corp. (GME) said it plans to buy back $300 million in common shares, which should add to earnings per share by 10%. GameStop also said it plans to spend $200 million to open 400 new stores and for other capital expenditures. Shares were 2.3% higher in premarket trading.

  10. Ciao Marco, EA, Gamesa e un’altra inglese che ora non mi ricordo sono sicuramente da guardare per vedere un po’ dove va il settore, se ho tempo tiro giù un piccolo studio settoriale.

    La notizia di Gamestop di oggi sembra buona, anche se annuncio di profit warning, -20% del titolo e poi buyback da 300 milioni, sembra un po’ un’italianata! :-P :-P

  11. Ciao!
    Un grosso dubbio mi assale: investire in azioni contiene?
    La mia domanda/provocazione nasce da 2 notizie: il rendimento negativo degli ultimi 10 anni e sopratutto il massiccio utilizzo del flash trading.
    Le grosse banche utilizzano algoritmi, potenti calcolatori e costi di compravendita praticamente nulli per rosicchare costantemente ed automaticamente valore.
    Questa pratica fornisce agli “istituti di credito” grossi utili a rischio praticamente nullo (addirittura meno che prestare denaro!).
    Quanto incide percentualmente questa chirurgica speculazione nella capitalizzazione complessiva?
    Cosa rimane a noi, ultimi anelli della catena?

    Ciao
    Mirko

  12. Ciao a tutti, volevo chiedervi per caso c’è l’analisi su E.On (società tedesca) o almeno il rendiconto finaziario?
    Inoltre volevo chiedrevi come si fa ad individuare i Cash flow from financing activities?
    grazie a tutti

    ciao
    Eugenio

  13. Ciao Mirko!

    La tua è una domanda non è da poco! Nell’ultimo decennio c’è poco da fare, ci salvava solo fare un oculato stock-picking e comunque un minimo di movimentazione del portafoglio; perchè di certo un buy&hold sull’indici avrebbe portato poco o nulla (e se non sbaglio è uno dei pochi decenni della storia in cui accade).

    Riguardo l’HFT (high frequency trading… credo ti riferisca a questo, no?), diciamo che un fondamentalista più o meno di lungo periodo, non dovrebbe esserne troppo influenzato, chi ci può rimaner male sono gli scalper o comunque chi prende posizioni di breve, perchè di fatto l’HFT serve a coprire in brevissimo tempo (si parla di centesimi di secondo) situazioni di arbitraggio e piccole inefficienze tipiche del mercato (e questo sarebbe il meno), ma soprattutto uno degli esempi che lessi a riguardo più rilevante è questo:

    “Un fondo di investimenti acquista 5 mila azioni di una compagnia.

    Ma prima che parta, l’ ordine perviene per soli 0,03 secondi ai super computer (in base ai regolamenti, esso deve essere reso pubblico).

    L’ high frequency trader precede immediatamente e automaticamente il fondo comprando tutte le azioni della compagnia.

    Subito dopo, quando l’ ordine del fondo arriva, vende le azioni con un profitto dell’ 1% circa, di solito decine di milioni di dollari alla volta, che nel corso di qualche mese diventano miliardi.

    Secondo il New York Times, i normali operatori di borsa, anche quelli istituzionali, non possono farci nulla perché privi di super computer.

    Peggio: l’ high frequency trader può depistarli emettendo un ordine e cancellandolo quasi simultaneamente.”

    Quindi appunto nel breve può decisamente alterare gli equilibri e “giocare sporco”.

    Detto ciò, conosco personalmente anche gente che comunque guadagna con regolarità, io stesso la “pagnotta” a casa negli ultimi anni l’ho portata (niente di eccezionale eh…)…per cui non credo ci si debba far prendere eccessivamente dal pessimismo, ma sicuramente esser sempre preparati e conoscere bene ciò che si sta facendo, prendendosi comunque le proprio precauzioni.

    Spero di aver risposto a tutto…qui trovi un paper interessante sull’HFT: http://www.finanzaonline.com/forum/showpost.php?p=22317636&postcount=14

    Di più a riguardo non so! ;-)

  14. Ciao Eugenio ti ho risposto già via mail! Se non hai fretta l’analisi di E.On la faccio molto volentieri! ;-)

  15. Ciao riccardo,
    Pur ringraziamenti della risposta dissento dal tuo “l’ htf ( o flash trading) serve a coprire in brevissimo tempo situazioni di arbitraggio e piccole inefficienze …” a me sembra un analisi francamente ingenua.
    In realtà gli squali di wall street dotati dello stato dell arte informatico sfruttano la loro posizione dominante per fare milioni di utili . Ti sei chiesto come hanno creato questi utili chiudendo i rubinetti del credito? La risposta è nei bilanci di goldman sachs, jpm, ubs…
    In più, molti hedge found si stanno attrezzando ed il direct edge nel solo 2009 ha scambiato il 22,6% delle azioni usa grazie al flash trading.
    Spiace anche a me, ma è evidente che il gioco si è rotto e non vi è la minima volontà politica di aggiustarlo.

    Cordiali saluti
    Mirko

  16. Ciao Mirko,

    lungi da me dire che il flash trading sia solo arbitraggio e inefficienza, infatti nel commentino che ti ho postato c’è scritto cosa fanno in quei 0.03 secondi in cui vedono gli ordini prima degli altri e i risultati si vedono, guardare sezione trading di GS, JPM e le altre che nominavi tu. Su questo concordo in pieno; dicevo solo che per un “buy&hold”, con un po’ di attenzione questi sistemi non fanno poi così male! ;-)

    A presto!

  17. Ciao Riccardo,

    scusa per il pessimismo ma drena oggi il 0,5%, domani il 0,3% …. negli anni la perdita di capitale, c’è e ci sarà.

    Ovviamente la riflessione non vale per i decenni passati, dove la borsa era il luogo in cui le aziende incontravano investitori che credevano nel luro piano industriale e ricevevano capitali.

    Penso che chi è nato nella culla sbagliata, purtroppo subisca le conseguenze. :mad:

  18. Ciao Mirko, che l’ultimo decennio e i prossimi anni, siano molto difficile per chi investe in borsa, non ci son dubbi. Però, per ora conservo un po’ di ottimismo e cerco di districarmi tra le varie difficoltà, che tra una banca e l’altra ci mettono davanti! ;-)

  19. salve e complimenti per il sito , è la prima volta che lo visito è l’ho letto con molto interesse sto cercando di studiare e di capire l’analisi fondamentale . però putroppo , almeno per quello che mi riguarda , non so voi ma per i titoli italiani a differenza di quelli americani faccio fatica a trovare i dati , come FCF , Peg , Roe ecc .. ho visto che tu hai delle tabelle molto assortite ti sei fatto un bel foglio exel , però io dai bilanci delle società non riesco a capire come tirarli fuori , poi consigliarmi qualcosa da studare per imparare ? quali dati prendere in cosiderazione . esempio dal bilacio di una società come calcolo l’Enterprice Value e cose di questo genere ?
    grazie giuseppe

  20. ciao a tutti…se posso vorrei chiedere a qualcuno se può publicare un post dove si spiega come fare un’analisi finanziaria di un’azienda, per capire com’è veramente la sua situazione…per poi anlizzare il titolo ecc…

  21. Ciao Giuseppe, ti ringrazio per i complimenti! Nei prossimi giorni semmai provo a scrivere qualcosa a riguardo (come leggere i bilanci, italiani in particolare, che son tutti diversi tra loro) nella sezione didattica, purtroppo testi da consigliarti non ne ho molti (o meglio più generali sulla Valutazione Aziendale e via così, che sulle voci da bilancio).

    p.s. Enteprise Value = Capitalizzazione + Indebitamento Finanziario Netto

    se non c’è indebitamento, bensì una posizione finanziaria netta positiva (quindi crediti e cassa che eccedono i debiti) allora sarà:

    EV = Capitalizzazione – Posizione Finanziaria Netta (Positiva)

    @Claudio, cercherò di farne un post nei prossimi giorni, ma purtroppo le promesse già si stanno accavallando, quindi non ti assicuro niente sui tempo! :(

  22. Ciao Riccardo . grazie per la formuletta .
    Ma il Free Cash Flow può essere negativo ? e cosa significa in questo caso come nella tua scheda su Geox ?
    Ti chiedo una cortesia , poichè ho fatto una specie di brutta copia del tuo foglio exel che però è solo un’approssimazione ti volevo chiedere se potresti postare l’analisi del titolo Tod’s nel tuo foglio exel così da confrotare i miei risultati con tuoi e vedere se le formule che ho approntato vanno bene o devo ricominciare da capo .
    Grazie in anticipo .

  23. Ciao Giuseppe,

    il Free Cash Flow può essere certamente negativo. Il calcolo canonico del Free Cash Flow sarebbe:

    Operating Cash Flow – Cash Flow for investing activities,

    siccome però nelle “investing activities” vi possono essere attività non ricorrenti (acquisizioni/dismissioni, attività non caraterristiche del business), la formula “standardizzata”, per poter confrontare il Free Cash Flow negli anni (e quello che poi di fatto viene scontato nel DCF) è:

    Operating Cash Flow – Capital Expenditures (CapEx),

    quest’ultime sarebbe gli investimenti in attività immobilizzate (in genere si prendono solo in attività tangibili, ma se è ricorrenti negli anni, bisogna considerare pure quelle intangibili).

    Di fatto quindi, se gli investimenti superano l’OCF, hai un free cash flow negativo; che di fatto se legato ad un momento ciclico o ad un singolo anno non è problematico, però è assolutamente uno dei valori più importanti che un business dovrebbe avere in positivo e in crescita negli anni. ;-)

    Per quanto riguarda l’analisi su Tod’s ci provo, ma questo periodo è proprio difficile a livello di tempo! :(

  24. Ciao riccardo non ti preoccupare per Tod’s ho confrontato con le schede vecchie che avevi già postato ,anche queste qui sopra, però non riesco a calcolare l’ indebitamento finanziario netto .
    Ho letto una formula su internet che dice uguale a Immobilizzazioni + Capitale Circolante Netto – Patrimonio Netto ma per esempio leggendo sul bilancio 2008 di IMA sommo immobilizzazioni materiali e immateriali , patrimonio netto però non riesco a trovare ( calcolare ) capitale circolante netto . Da dove viene fuori ? Da dove viene fuori il capitale circolare netto ?
    Grazie come sempre in anticipo.

  25. Ciao Giuseppe. In teoria la formula dell’indebitamento finanziario netto è:

    “debiti finanziari a lungo termine e a breve termine – crediti finanziari a lungo e a breve – disponibilità liquide”.

    La formula che hai postato tu è corretta, ma diciamo che deriva da un identità:

    Capitale Investito = Patrimonio + Indebitamento = Immobilizzazione + Circolante.

    A questo punto se porti il patrimonio a destra hai che l’indebitamento è uguale a Circolante + Immobilizzazione – Patrimonio. Il problema, come dici tu, è che il circolante è difficili da calcolare.

    Da un punto di vista teorico è crediti commerciali + rimanenze (magazzino) + crediti tributari (correnti) – debiti commerciali – debiti tributari (correnti). Ma di fatto tutte le società hanno alcune attività e passività, che rientrano nel calcolo del CCN tra le poste “altre attività correnti” e “altre passività correnti” e non in misura pari a queste (nel senso che sono solo una parte), allora o lo calcoli nelle sue componenti principali (come faccio io nei fogli e come scritto sopra), ma è solo un approssimazione, oppure per le variazione del CCN (che poi son quelle che contano, perchè ci interessa poco lo stock), ti fidi di cosa viene scritto a bilancio. ;-)

  26. Ciao Riccardo ho letto che CCN è uguale alla differenza tra attivo corrente e passivo corrente . Quindi lo riporto nella formula
    Indeb Finz Netto=Immobilizzazioni(mat e imm) + CCN – Patrimonio Netto e mi viene un risultato diverso rispettto al tuo riferito al bilancio IMA .

    a me 99.085 a te 134.800

    però nel tuo foglio exel di IMA la differneza tra attività e passività correnti non corrisponde al tuo CCN

  27. Ciao Giuseppe! Infatti quella è un approssimazione non corretta del CCN, perchè tiene conto anche di variazioni che non c’entrano nulla con la gestione del capitale circolante (come investimenti di breve, disponibilità liquide, debiti e crediti finanziari di breve), ma spesso è un errore che si legge in giro. Comunque ripeto, il mio non è perfetto, è un approssimazione anch’esso, ma non è Attività Correnti – Passività Correnti.

    Qualcosa a riguardo di interessante lo trovi qui: http://www.marchegianionline.net/appro/appro_186.htm

  28. Geox ha chiuso il primo trimestre del 2010 con ricavi per 333,1 milioni di euro, in calo del 13% rispetto ai 384,18 milioni registrati nello stesso periodo dello scorso esercizio. Il margine operativo lordo si è ridotto da 124,9 milioni a 93,6 milioni di euro. Di conseguenza, la marginalità si è ridotta al 28,1%. Geox ha chiuso il trimestre con un utile netto di 53,57 milioni di euro, risultato che si confronta con i 72,39 milioni dello stesso periodo del 2009.
    A fine marzo la posizione finanziaria netta era positiva per 68,8 milioni di euro anche se in peggioramento rispetto ai 102,6 milioni di inizio anno.

    I vertici di Geox manifestano un cauto ottimismo sulle prospettive dell’intero esercizio, sulla base della raccolta ordini per la stagione autunno/inverno 2010.

  29. Hola Enrico!

    Non un granchè il bilancio, onesti flussi di cassa, ma quei ricavi e margini così tanto in calo son proprio brutti da vedere. Detto ciò la reazione, dopo mesi in cui già sottoperformava, forse è stata troppo forte, ma la giornata in cui sono usciti è stata tutt’altro che d’aiuto.

    A presto!

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